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Bertucci, il ritorno

Bertucci, il ritorno

C’è il sequel. Chi si è alzato convinto che i titoli di coda fossero la fine ha sbagliato di grosso. Il convegno di lunedì pomeriggio a Villanova è una scena infilata in mezzo ai nomi degli attori: non dice molto della trama, ma una cosa è chiara, arriva il seguito. Difficile non interpretare così la presenza di Marco Bertucci all’evento del 21 ottobre all’Imperatore Adriano con il simbolo di Fratelli d’Italia. Un appuntamento tematico del partito sulle “professioni e l’Italia che produce” moderato dal coordinatore comunale Mario Pozzi e con tre relatori: il capogruppo di FdI alla Camera Francesco Lollobrigida, Marta Schifone che è la responsabile nazionale del dipartimento professioni di FdI e Marco Bertucci che sta lì come consulente del lavoro e componente del dipartimento professioni. L’ex golden man della politica cittadina, torna in campo: si sta riorganizzando, se per un impegno pubblico in prima persona o come ispiratore di area è ancora prematuro dirlo, ma da mesi gli affezionati delle dinamiche di Guidonia registrano un certo movimento. Meglio fare un ripasso, mettiamola così, delle ultime puntate.

Bertucci entra in Fratelli d’Italia a luglio del 2016, molla Forza Italia e come è nel suo stile non usa giri di parole, “il partito è lacerato dagli arrivismi” commenta così il mondo azzurro di Guidonia. Perfetto. La luna di miele dura un anno, perché poi arrivano le elezioni comunali post scandali che avevano travolto il centrodestra e dopo un lungo commissariamento. Bertucci prova a spingere la linea di Fdi nella direzione della “discontinuità” ma dai vertici si benedice invece il patto per Arianna Cacioni candidata sindaco, frutto dell’accordo tra Rubeis e Messa. Un paio di giorni dopo in città appaiono i manifesti con il simbolo Impegno Comune. Bertucci resta tesserato di FdI ma organizza i suoi in una lista civica pronta a schierarsi con il cartello di Aldo Cerroni, i due portavoce sono Eugenio De Santis e Paolo Maletta (torna utile ricordare, si capirà dopo). E dopo è meglio di un giallo. A ventiquattro ore dalla presentazione delle liste, infatti, Bertucci si tira indietro, i due portavoce frastornati annunciano su un sito amico la mancata presenza di Impegno Comune sulla scheda elettorale. I guai peggiori sono per Cerroni, che così si gioca il posto al ballottaggio. Ma questa è un’altra storia. Poi cosa accade? Bertucci sparisce da Guidonia, per carità mantiene i contatti con il partito ma smette di fare politica. I suoi sono nel caos. Ma l’osso duro del gruppo continua a dare una mano a Fratelli d’Italia, di Maletta non si sa più nulla mentre De Santis torna in Forza Italia. Oggi l’ingegnere ex delfino di Bertucci è alla Leopolda, sta andando con Renzi tra le critiche dei suoi (ex) amici camerati che non lo risparmiano su facebook.

Eppure da qualche mese i rilevatori della politica sono tornati a misurare fibrillazioni, una perturbazione della forza per dirla in termini di Star Wars. Prima i selfie dalle manifestazioni romane tra le bandiere di Fratelli d’Italia, ora il convegno dove torna con le stellette del partito nazionale a Guidonia: che sia ancora tempo per Bertucci di occuparsi della città? Meglio non alzarsi e restare con gli occhi inchiodati allo schermo.

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