Tivoli, docenti Spallanzani: no al rientro in classe

Screening insufficiente, doppi turni impossibili da organizzare, sistema dei trasporti che fa acqua da tutte le parti: non ci sono le condizioni per ripartire con la didattica in presenza l’11 gennaio a Tivoli. Lo pensano 68 docenti del Liceo Spallanzani che si uniscono, con un documento firmato, alla richiesta di proseguire con la didattica a distanza già avanzata dai colleghi del Peano di Monterotondo, e degli istituti romani Tasso e De Sanctis. Un tema caldo che ha portato lo stesso assessore di Tivoli Gianni Innocenti a chiedere a Regione e Cotral interventi sugli orari degli autobus considerando che Tivoli è meta per studenti da ogni Comune dell’area, Roma inclusa. Gli insegnanti denunciano il grave rischio a livello sanitario, con docenti non più giovani e non vaccinati con un alto livello di contatti settimanali, anche con le classi dimezzate. I docenti di Monterotondo ne hanno contati più di duecento a settimana.

Il documento dei docenti dello Spallanzani di Tivoli

“Nel caso del nostro territorio, la possibilità di effettuare il tampone rapido è stata concessa dalla ASL solo agli studenti. Rispetto al delicato tema dell’inalienabile diritto alla salute, riteniamo che l’effettuazione del tampone, come sistema di prevenzione e controllo del virus, debba essere estesa a tutti i lavoratori della scuola e non soltanto agli studenti. Considerando inoltre la inevitabile promiscuità che la scuola necessariamente genera, nonostante tutti gli accorgimenti di protezione previsti e messi in atto, ci sembra opportuno considerare tutto il popolo della scuola – studenti, docenti, dirigenti e personale ATA – tra le categorie da vaccinare in via prioritaria.

Relativamente al problema dei trasporti, il nostro Liceo (circa 1500 alunni) accoglie studenti provenienti da tutta la valle dell’Aniene ed è sito nella stessa zona di altri istituti anch’essi molto frequentati: pertanto, un numero elevatissimo di ragazzi utilizza contemporaneamente le stesse fermate dei mezzi pubblici, punti di sosta che diventano, come è ovvio, luoghi sovraffollati in cui è oggettivamente difficile mantenere il distanziamento sociale.

Inoltre la proposta dei doppi turni, in un territorio come il nostro, sembra assolutamente impraticabile, considerando la notevole distanza che molti studenti pendolari debbono coprire ogni giorno e la scarsità di collegamenti con paesi spesso molto piccoli.

Noi docenti, da marzo 2020, ci siamo profusi nell’utilizzare strategie, strumenti e metodologie, con risultati efficaci quasi quanto quelli ottenuti con la didattica in presenza, della quale siamo i primi a riconoscere il valore assoluto, in quanto permette un dialogo educativo completo, diretto ed esauriente. Riteniamo comunque che, nella scala delle priorità, sia di gran lunga più importante tutelare, per quanto possibile, la salute della comunità, rispetto alla prospettiva di un rientro a scuola che , in tali condizioni, non sarebbe comunque un ritorno alla normalità.

Anche sulla base di voci autorevoli che richiamano alla cautela, riteniamo auspicabile procedere ancora con la didattica a distanza, in attesa di poter rientrare in condizioni realmente sicure per la salute e la serenità di tutti”.

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