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Simpatia e talento, Gualazzi travolge con Carioca

Simpatia e talento, Gualazzi travolge con Carioca

di Alessandra Paparelli

Simpatia e talento, 1 metro e 88 di allegria. Tra i big di Sanremo 2020 è stato ospite in studio a Radio Italia Anni 60 Roma 100.5 FM, anche Raphael Gualazzi, pesarese nato a Urbino, reduce dal successo Carioca sul palco dell’Ariston con un brano esotico tra jazz e samba. Uno straordinario musicista e cantante che ha portato davvero una ventata di allegria e creatività nei nostri studi. 

Ai microfoni di Carlotta Tedeschi e del direttore artistico Maurizio Martinelli, un Gualazzi frizzante e pieno di progetti. 

Stavi riascoltando Carioca, che effetto ti fa riascoltarti in cuffia, in radio?

“E’ una grande soddisfazione riascoltare questo brano in radio, progetto nato con Dade, produttore musicale eccezionale”.

Abbiamo ascoltato tutto l’album dal titolo “Ho un piano” e notiamo che c’è un equilibrio straordinario tra le  varie sonorità che ti contraddistinguono.

“Questo album è nato tra cinque produttori diversi e un paio di brani prodotti da me: il filo conduttore di tutto l’album è puro divertimento e voglia di esprimere nuove sonorità, renderle accessibili attraverso nuovi mondi, trovando punti di incontro in cui la musica possa danzarvi incontro”.

Dall’Estate di John Wayne, tormentone estivo 2016 ai ritmi sudamericani di “Carioca” e alla multicultura di “Ho un piano” .I contenuti del disco sono molto vari: troviamo la superficialità odierna della società, l’immagine soprattutto, l’amore, anche temi attuali importanti quale il tema dell’immigrazione. Come sei arrivato a realizzare l’album?

“Durante questo tempo di assenza dalla radio e prima del recente Festival di Sanremo, ho fatto tante esperienze, live, concerti, ho viaggiato e fatto incontri e questi viaggi mi hanno ispirato momenti introspettivi, momenti di riflessione. Guardavo il mondo intorno a me, cercavo di tenermi informato, anche leggendo i giornali.  Ho voluto parlare di quello che c’era e c’è intorno a me, quello che stavo vivendo e viviamo” – e ancora – “Il disco è molto ricco, pieno di tante sfumature, curato, curatissimo con un team di produttori che vede insieme Stabber, i Mamakass, Dade, Federico Secondomè, Fausto Cogliati e l’arrangiatore con cui collaboro, Stefano Nanni.

Torniamo a Sanremo 2020, nella serata dei duetti hai presentato una splendida cover di Mina insieme a un’artista bravissima, la poderosa presenza di Simona Molinari, portando un pezzo di grande classe “E se domani”. Chi ha scelto il brano, nella serata delle cover?

“Mi sono confrontato con i miei collaboratori e tra tutti i capolavori sono stato consigliato nel portare un classico, un brano raffinato e immenso di Mina, appunto “E se domani”.  Ci ho visto subito Simona Molinari, nel pezzo, che ha dimostrato sul palco dell’Ariston di saper declinare tutta la grandezza artistica e musicale del brano”

Sul palco si notava una grande affinità con Simona Molinari e anche con l’orchestra; si era creata una alchimia particolare.

“E’ stata la nostra scelta di restituire il brano di Mina, immenso, alla nostra maniera e l’unico modo davvero per poter omaggiare Mina era quello di creare una vera e propria scena, sia dal punto di vista musicale che artistico. L’arrangiamento è frutto di una perfetta simbiosi tra Stefano Nanni e me”.

Un tuo brano è entrato nel film “Trash” che uscirà il 22 aprile prossimo, un film sui rifiuti e sulla salvaguardia dell’ambiente. Hai scritto anche per la colonna sonora del film “Un ragazzo d’oro” del Maestro Pupi Avati.  Quelle musiche le hai scritte a San Francisco, dove eri in vacanza. Come è andata?

“Ho curato tutta la parte musicale, scritto la parte orchestrale, esperienza unica quella di misurarsi con il grande cinema”.

Da aprile Gualazzi andrà in tour, per un live che toccherà tutti i maggiori teatri italiani, con la sua band composta da sette ottimi musicisti. Raphael si presentava dopo quattro anni dall’ultimo disco “Love, life and peace” portando quindi sul celebre palco dell’Ariston il brano “Carioca”, testo molto interessante con un sound effervescente, un pezzo molto radiofonico subito trasmesso dalle radio più importanti.  Jazz e soul sono le sue grandi passioni e l’attività di Gualazzi, ricordiamo uno dei musicisti più apprezzati nel panorama nazionale e internazionale, si concentra infatti all’estero; Giappone, Stati Uniti, Canada.  All’estero è percepito come un musicista jazz, in Italia invece c’è ancora un po’ di difficoltà a supportare questo genere musicale. Voleva far ballare l’Ariston, Raphael Gualazzi, e ci è riuscito perfettamente. Ma ha fatto ballare anche tutto lo studio di Radio Italia Anni 60 Roma. 


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