Torna a Mentana “Io, Ego”, intervista a Gloria Zarletti

Mi trovo nuovamente, con emozione e piacere, a presentare lo spettacolo scritto e diretto da Gloria Zarletti, “Io, Ego”, facente parte di una trilogia teatrale, in seno a un progetto e percorso nati in memoria di Antonella Zarletti, sorella di Gloria, scomparsa tre anni fa. Antonella, in arte Cantantonella, era una artista e musicista di Monterotondo nota per la sua bella voce e per il suo repertorio musicale che spaziava dalla canzone popolare romana a generi diversi e che ha perso la vita in un incidente stradale avvenuto nel luglio 2017 su via Salaria, mentre tornava dopo una serata di esibizioni musicali. Il suo lavoro, la sua passione.

Invito alla Letturatrilogia, progetto teatrale e percorso emozionale che ha visto tre spettacoli teatrali prendere corpo e vita tra la Capitale e i territori del nordest romano. Da questo progetto, lo spettacolo “Io, Ego” in scena venerdì 18 settembre alle ore 18.00 presso il Monumento di Garibaldi, nella splendida cornice del MUGA-Museo Garibaldino di Mentana, storica cittadina alle porte di Roma.

Ancora una volta, grazie al Patrocinio del Comune di Mentana, Sindaco Marco Benedetti e Assessorato alla Cultura, Assessora Barbara Bravi, mi trovo a presentare in seno alla trilogia uno spettacolo dell’autrice, in una location preziosa. Mentana fu palcoscenico naturale della sanguinosa battaglia tra le truppe Garibaldine (le camicie rosse) e quelle dello Stato Pontificio, aiutato dai francesi; era pieno Risorgimento.

Ciclo dedicato ad Antonella Zarletti: artista versatile e poliedrica, flautista, musicista, cantante, operatrice sociale, donna, madre

Invito alla Lettura, così come tutti gli spettacoli, vive grazie al sogno di Antonella e Gloria, quel cassetto riaperto e quel progetto portato avanti proprio dalla stessa Gloria, autrice dei testi e regista. Lo spettacolo è costruito sul testo di Gloria intitolato “Io, Ego”, già messo in scena due volte nello scorso 2019 . “La sua nascita, a differenza degli altri” – come ci riferisce l’autrice stessa – “non è da riferire ad una contaminazione di testi e musica, come precedentemente avvenuto”; “questa volta l’opera – ci racconta Gloria Zarletti – scaturisce dalla lettura di un solo libro “Un mondo nuovo” di Eckardt Tolle e lo spettacolo stesso ha come obiettivo il sollecitare il pubblico a leggere questo testo intenso, attraverso lo stimolo delle parole e della musica”.

Gli spettatori si troveranno “nel bel mezzo di un discorso fatto di dialoghi, monologhi, battute e canzoni che andrà a toccare il dramma dei nostri giorni: la mancanza di autenticità nei rapporti affettivi e l’incapacità di essere consapevoli della propria esistenza”.

“Io, Ego – continua Zarletti – è una riflessione amara sulla natura umana, che tende sempre di più ad omologarsi, a darsi dei ruoli, delle maschere pur di esimersi dalle proprie responsabilità”


Abbiamo raggiunto Gloria Zarletti al telefono. 

Come nascono Invito alla Lettura e quindi la trilogia, gli spettacoli?

Invito alla Lettura nasce per ricordare Antonella, per realizzare quel progetto che avevamo insieme e che mai abbiamo portato avanti, se non in un esperimento del 2000. La sua scomparsa mi ha dato il coraggio per fare delle sue idee una forma di arte. Non lo abbiamo potuto fare insieme, l’ho fatto da sola in una forma diversa ma cercando di interpretare il suo sogno, ossia comunicare valori, pensieri, studiare comportamenti e farlo in un modo bello; in Invito alla lettura c’è intrinseco il fine di diffondere bellezza.

Cosa descrivi in “Io, Ego” e con quali finalità riproponi lo spettacolo con la variazione, quest’anno, del sottotitolo? Da quale esigenza nasce?

È arrivato come un bisogno di ricordare che tutto quello su cui abbiamo riflettuto durante il lockdown, periodo angoscioso degli inizi del 2020, erano motivi e temi già presenti nelle mie riflessioni e nelle riflessioni di ognuno di noi. Questo virus, il Covid, possiamo dire, ha risvegliato dentro di noi la coscienza, la consapevolezza che il mondo non può andare così ma che dobbiamo recuperare cose perdute di cui non possiamo fare a meno. Per esempio affetti, sentimenti, autenticità, sincerità dei rapporti, cose vere e genuine che abbiamo ancora dentro di noi, ma non ricordiamo più. Il sottotitolo è l’unica variazione che ho apportato in questo testo, vuole ricordare che il discorso fatto in precedenza è valido ancora oggi, non è cambiato nulla. I valori sono lì per essere ritrovati, vanno ricercati, dobbiamo “cercarci” e “ritrovarci”. Ritrovare quella connessione innata in noi e che abbiamo perduto.

Una nuova compagnia di attori per l’edizione di quest’anno, 2020.

Ripropongo Io, Ego con altri artisti. Non sarà uguale ai due spettacoli precedenti realizzati nel 2019, perché ognuno ci mette del proprio e quindi le repliche non sono mai copie ma opere prime. Attendo di vedere il risultato con molta curiosità, sicuramente sarà uno spettacolo altrettanto bello come le precedenti esperienze.


Progetti attuali, cosa c’è in cantiere?

L’intenzione è quella di andare avanti nonostante la fatica, ma con entusiasmo. Perché il progetto di Invito alla Lettura, progetto ancora formale, è quello di dare un’opportunità sia ai giovani di cimentarsi sul palcoscenico, ma anche ai professionisti che vogliano dare il loro contributo a questa progettualità. In cantiere, in predicato, c’è un’associazione che gestisca questa attività durante tutto l’anno. E che si possa arricchire di una scuola di canto, recitazione. Tutto quello che arriva, arriva bene. Quando c’è arte, c’è vita. Tutte le forme d’arte le prenderei molto volentieri, in questo progetto. Non escludo – infatti – la possibilità di realizzare spettacoli con l’ausilio delle immagini e con il contributo futuro della danza.

Parliamo dell’“Agrimusicismo Cantantonella”nelle Marche. Di cosa si tratta, come è nato e chi lo porta avanti?

È nato dal desiderio di Antonella che lei ha voluto con tutte le sue forze, grazie anche al suo compagno Mario, padre di suo figlio Valerio, musicista anche lui, artista raffinato. L’agrimusicismo, questo è il termine coniato da Antonella stessa, voleva e vuole essere punto di rinascita in quelle terre desolate, martoriate dal terremoto. L’unico punto in cui si potesse pensare e immaginare una forma di attività turistica, escursionistica. Una base, nella provincia di Ascoli devastata dal terremoto, centro per attività e punto di incontro in cui ci si ritrova come ci si conoscesse da sempre. Risentendo forse del fluido di mia sorella, funziona proprio come centro propulsivo di energia e attrazione per chi cerca una vita autentica. Arrivando lì si “sente” qualcosa di vero e di magico dal quale si resta colpiti e legati. A tavola insieme, senza essersi mai conosciuti, nascono chiacchierate, progetti, discorsi, cose bellissime. Mario è stato molto bravo nel continuare e portare avanti il progetto e desiderio di Antonella. Da posto desolato ora è un punto pieno di colori, fiori, un punto di arrivo nella ricerca di sé stessi. Dedicandosi alla rigenerazione personale è allo stesso tempo anche un modo per fare arte, musica. Ed è così come lei avrebbe voluto.

Questo agriturismo che prima nelle mappe non esisteva perché escursionismo di nicchia è ora di passaggio turistico. Lì è nato anche il “Sentiero della lavanda”, una pianta bellissima, dalle tante proprietà, “spuntata” proprio quando Antonella è scomparsa. Federico Rossi, amicizia comune, ha pensato di piantare lavanda in quel luogo, ora attività economica ben avviata che offre ai visitatori la possibilità di osservare colori stupendi e camminare in questo meraviglioso percorso di profumi e sensazioni di benessere. Il sentiero della Lavanda è nato per lei.

Andando via, Antonella ha lasciato in tutti noi la forza e il coraggio di affrontare i nostri sogni e di realizzarli; si sono aperte strade e si sono realizzati i nostri progetti e sogni. Valerio, figlio di Antonella è un musicista ed ha realizzato un disco ( il cantautore Valerio Lysander e il cantante Marco Martinelli sono gli interpreti del brano “Così com’è”, scuderia Suoni d’Italia – etichetta di Mariella Nava, brano disponibile in digitale già dal 3 luglio e in radio a rotazione dal 10 luglio scorso). Mario prosegue nell’attività e la porta avanti, prendendo anche ogni tanto la chitarra e cantando ed io ho avuto il coraggio di scrivere testi e realizzare questi spettacoli che non avrei mai avuto il coraggio di pensare. Antonella vive in tutte queste cose che ha lasciato a noi.


Una considerazione, da chi vi scrive, sul messaggio che lo spettacolo, come tutta la trilogia, lancia. Devo dire che ho letto anche io il libro di Tolle, un libro da cui Gloria Zarletti parte e riflette, “porta” nel suo spettacolo; un testo che porterà lo spettatore a considerazioni sul senso della vita, sul percorso umano; possiamo affermare che se tutti noi lasciassimo da parte il nostro narcisismo ed ego e ci risvegliassimo, prendessimo coscienza verso una nuova consapevolezza e umanità, forse, e diciamo forse, un mondo migliore potrebbe essere davvero possibile. Nei primi giorni di quarantena eravamo tutti affacciati da terrazzi e balconi a gridare “andrà tutto bene”. Oggi, dopo mesi surreali e storti, potremmo affacciarci su questa umanità e gridarlo con altrettanta speranza e gioiosa ingenuità?


Alessandra Paparelli