Tivoli, la scuola di via del Collegio va demolita

La strada maestra ormai c’è e indica solo una direzione, si demolisce per poi ricostruire. È questa la soluzione individuata a più di un anno dalla comunicazione che ha cambiato la sorte degli alunni che frequentavano l’istituto di via del Collegio a Tivoli. La storia è presto raccontata: l’edificio che si trova a due passi dal municipio cittadino, non ha i requisiti di agibilità e per questo motivo è stato prima liberato e poi chiuso in attesa di capire come fare per riaprilo. Per i giovani alunni e il corpo docente è stata una bella gatta da pelare: la città non ha molti edifici a disposizione e il Comune è corso ai ripari smistando chi è rimasto senza banco con conseguenze sulle famiglie che si sono ritrovate a dover riprogrammare la logistica.

Questa estate il tema è tornato all’ordine del giorno per evitare il rischio di ritrovarsi a settembre di nuovo senza un luogo dove poter fare lezione. Una petizione e un incontro pubblico di fronte ai cancelli chiusi dell’edificio hanno fatto da cornice al tira e molla con l’amministrazione comunale, che ha cambiato idea diverse volte per poi arrivare all’ennesima soluzione-tampone in attesa di terminare i piani di riserva affidati alla fine del 2019 ad un tecnico esterno esperto in ingegneria sismica, Daniele Biondi, che il 28 ottobre scorso ha messo sul piatto 5 ipotesi. La prima prevede un declassamento della struttura che quindi non ospiterebbe le aule ma altri servizi; la seconda definita ad “impatto massimo” si muove sulla direttrice della demolizione e ricostruzione, opzione che porterebbe anche ad una valorizzazione complessiva dell’area in chiave culturale e artistica.

A queste due opzioni se ne sono aggiunte altre 3 considerate intermedie: demolizione parziale (solo gli ultimi 2 livelli); esecuzione dei soli interventi di sicurezza senza demolizione; adeguamento sismico. Ad avere la meglio alla fine è stata l’ipotesi più importante sia dal punto di vista degli interventi complessivi che dal punto vista economico, ovvero la demolizione e ricostruzione per cui ora è necessario trovare i fondi attivandosi con gli organi sovracomunali, Regione Lazio su tutti. Un impegno che era già arrivato da parte dell’Assessorato ai Lavori Pubblici, Mauro Alessandri, che ora va concretizzato in fretta.

 
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