Tivoli, il sindaco: “Con Pallante visione diversa. Crisi? Nessuno ne ha mai parlato”

“Buongiorno Sindaco come sta?”, “Buongiorno, meravigliosamente”. È sereno Giuseppe Proietti, sereno nonostante fulmini e saette da giorni funestino il cielo sopra Palazzo San Bernardino e non solo. La storia è presto raccontata: in maggioranza ci sono stati parecchi malumori e un rischio, concreto, di perdere la granitica compattezza del gruppo ormai proverbiale e leggendaria a causa di una mancanza di collegialità che da più parti è stata rivendicata. Quattro i consiglieri (non chiamiamoli ribelli perché l’appellativo non a tutti è piaciuto) che hanno iniziato la loro personale rivoluzione, Domenico Cecchetti, Nello De Santis, Alessandra Fidanza e Angelo Marinelli, che avevano trovato sponda nel gruppo rappresentato dalla lista civica “Insieme” legata a doppia mandata alla figura di Paolo Pallante, che ha scritto l’ultima parte della vicenda. È lui infatti ad aver preso la porta di uscita insieme ad altre 6 persone del coordinamento, la cabina di regia che doveva mettere insieme le anime variegate della maggioranza, naufragata a quanto pare proprio in questi giorni.

Un addio quello di Pallante che pesa visti anche i rapporti personali con il primo cittadino ma che, come ribadisce lo stesso Proietti, non avrà conseguenze sulla tenuta di governo: “Ne abbiamo ma parlato anche con lui, abbiamo letture diverse del governo dell’amministrazione. Non ci sono rotture ho ottimi rapporti con loro, non c’è nessuna conseguenza sull’amministrazione”, dice sottolineando anche che il pericolo non c’è da nessuna parte: “A breve ci sarà un consiglio con cose importanti all’ordine del giorno e sarà evidente che la maggioranza esiste. Nessuno dei quattro ha mai detto che poteva venire meno l’appoggio all’amministrazione, ci saranno 16 voti compresi il mio, a meno che io decida di non votarmi da solo”, aggiunge ironicamente. Sulle sorti della gestione politica delle civiche nel prossimo futuro invece le novità ci sono: “C’erano due tavoli, quelli con i movimenti e quello di maggioranza, oggi si unificano questi due momenti. Il tavolo si occuperà delle grandi scelte e ci sarà un rappresentante per ogni lista, abbiamo lavorato su questo nuovo assetto”. Insomma un cambiamento in realtà importante perchè modifica in qualche modo il DNA del proiettismo e porta il dialogo tra le anime su un livello decisamente più politico e meno associazionistico. Cosa significherà dal punto di vista concreto resta l’incognita anche perchè una rivoluzione per funzionare deve portare necessariamente ad un cambiamento sostanziale.

 
 
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