Pochi incassi e vendite ferme: rosso fisso per i conti di Tivoli

L’emergenza covid-19 ci ha dato il colpo di grazia. Il refrain diventato presto mantra nei corridoi di Palazzo San Bernardino è questo più o meno, e nelle settimane dove il tema caldo a Tivoli è quello dei conti, la ripetizione è anche un modo per sconfiggere la paura. Un trabocchetto che ha ben poco a che fare con il caro vecchio pragmatismo che pare sia mancante nell’amministrazione guidata da Giuseppe Proietti, arrivato non senza problemi al suo secondo mandato consecutivo. L’ex Direttore Generale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali che i tiburtini hanno di gran lunga preferito ai partiti politici tradizionali ha una bella gatta da pelare tra le mani: si tratta volgarmente di soldi, denaro che era stato preventivato ma che alla fine della fiera nella casse che suonano a vuoto non è mai arrivato.

 In queste settimane abbiamo cercato di ricostruire lo stato di salute e il flusso di cassa di due voci: gli oneri di urbanizzazione e le multe, due modi con cui il Comune di solito fa entrare denaro che serve a far girare i numeri sui conti correnti pubblici. Una nota dolente a quanto pare visto che l’assessore al Bilancio, Maria Rosaria Cecchetti, ha fatto sapere attraverso la voce dell’ufficio stampa che “multe e oneri di urbanizzazione saranno riviste a ribasso rispetto alle previsioni di agosto, i cui valori erano già previsti al ribasso delle entrate storiche, valori che  saranno ulteriormente diminuiti per riuscire a rispettare i reali incassi. Tutto sarà valutato nel documento di salvaguardia degli equilibri di bilancio che dovrà essere approvato entro il 30 novembre (data superata con il placet del Prefetto)”. Insomma le previsioni ottimistiche dell’estate se le è portate via il vento, un aspetto su cui Alleanza per Tivoli, ha detto la sua attraverso il segretario Massimiliano Bruschi: “Siamo preoccupati. Il bilancio è la base per costruire il futuro della Città. E’ un bene comune come tale va tutelato. Già a luglio, c’era stato presentato un bilancio preventivo “fragile” e in parte compromesso, da monitorare con attenzione. Temiamo che il necessario cambio di passo non ci sia ancora stato”. Parole che ipotecano il futuro? Vedremo. 

 
 
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