Guidonia, scandalo degrado Santa Sinforosa

Trentacinque aziende ridotte a svolgere la propria attività in condizioni scandalose: Guidonia Montecelio, ancora degrado, altre zone abbandonate. La periferia della periferia, la terza città del Lazio che si prepara a ospitare un evento di calibro internazionale come la Ryder Cup Golf mostrando ferite sempre più gravi nel tessuto urbano e quindi economico sociale. Non solo accampamenti e discariche abusive impressionanti lungo le strade che dovrebbero connettere alle ditte del Pip, ma c’è un comprensorio, quello dell’area industriale di Santa Sinforosa, dimenticato dall’amministrazione. Nell’oblio. Buche grandi come crateri, niente acqua potabile e senza fognatura. Una storia che comincia nel 1980, racconta Valeria Lanfranco, legale rappresentante delle aziende, l’area era priva di opere di urbanizzazione primarie, senza strade, non esistevano collettori fognari per le acque luride e per le acque meteoriche né rete idrica di adduzione per l’erogazione di acqua potabile. “La pubblica illuminazione e la rete del gas combustibile è inesistente e non sono presenti parcheggi – dice – Le strade sono state fatte dai proprietari dei lotti, così come l’incanalamento delle acque e vari adeguamenti. Successivamente il comune ha adottato un piano regolatore per la zona industriale e ha preso a carico le strade e i servizi, ma per le strade sono solo stati assegnati i nomi alle vie, ed i servizi non sono in pratica cambiati se non per la raccolta dei rifiuti differenziata, non per la pulizia delle aree ed il resto che è ancora tutto come 40 anni fa”. Si pagano le tasse, quindi, senza ricevere servizi. “La Chimeco sempre nel suo stato resta la ciliegina sulla torta dell’area, da trent’anni in stato di abbandono e vicino viene impreziosita dai rifiuti”.

E accanto c’è la ex Chimeco un sito inquinato e lasciato nel degrado

Una situazione inaccettabile per il consigliere del Pd Mario Lomuscio che chiede al sindaco Michel Barbet di affrontare in maniera efficace l’emergenza perenne invece di firmare ordinanze che lasciano il tempo che trovano. “Devo denunciare politicamente un’altra grave omissione amministrativa, ovvero l’incuranza ed il completo abbandono della zona industriale Santa Sinforosa. Le ordinanze spot non possono essere lo strumento per affrontare criticità così rilevanti. Bisogna programma e progettare per garantire alle nostre realtà imprenditoriali servizi e strumenti idonei ai propri fabbisogni. Non è accettabile il fatto che la Zona Industriale in questione non sia servita neanche da acqua potabile e fognature. Chiedo al Sindaco un intervento immediato volto ad innescare tutti quei procedimenti necessari a garantire quantomeno i servi essenziali”. 

Basta farsi un giro per vedere la condizione delle strade dove non c’è mai manutenzione. Le buche enormi mettono in pericolo chi percorre le strade tutti i giorni, come i corrieri: sono rischiose per l’incolumità delle persone e possono rappresentare anche un danno economico per le aziende.  “Il problema su via Fermi è stato acuito dall’insediamento delle poste in un’area che non ha parcheggio al suo interno – continua Lanfranco – i dipendenti così sono costretti a parcheggiare esternamente, questo causa una riduzione della viabilità e rende molto complicato evitare il dissesto del manto stradale. Senza acqua potabile, senza fognatura, ovviamente”. Lo scavo sulla Tiburtina da parte Acea non ha raggiunto la zona industriale interna, ma è stata programmata la distribuzione solo a chi si trova adiacente alla Tiburtina. Stesso disagio sulla linea internet, cruciale per lavorare. Da poco c’è la linea normale ma la fibra è un miraggio. “Far west si diceva tempo addietro, ancora oggi è attuale”.

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