Comitato Pendolari Orte-Fiumicino: “Sui mezzi non c’è distanziamento”

“Non c’è distanziamento sociale su autobus e metropolitane di Roma e sui treni che dalla provincia portano nella Capitale”. Questa la denuncia del Comitato Pendolari della Orte-Fiumicino comunicata alle principali istituzioni nazionali e locali che si occupano di trasporti, salute e istruzione, a partire da Camera e Senato fino alla Regione Lazio e al Comune di Roma.
L’associazione di cittadini segnala come i mezzi in questione siano “strapieni” e di come i pendolari siano costretti a viaggiare ogni mattina in questa situazione drammatica. Nel corso della Fase 2 il contingentamento era regolato ed effettuato in modo più puntuale: all’entrata e all’uscita delle metropolitane c’erano operatori incaricati a gestire il flusso dei pendolari, in modo da evitare assembramenti. Da alcuni mesi non è più così, “non c’è stata più nessuna forma di tutela per il pendolare e per il trasporto in generale”, spiega il vice presidente vicario del Comitato Damiano Cupelloni nella lettera inviata a Commissioni parlamentari, Regione Lazio e Comune di Roma. “Anzi come già accadeva prima del lockdown, i mezzi Atac non rispettano gli orari di partenza, saltano le corse, si fermano per malfunzionamenti o perché vanno a fuoco”. Secondo i pendolari non bastano neanche i pullman privati predisposti dalla sindaca di Roma Virginia Raggi, dato che i tram e le metropolitane di Roma rimangono strapieni. Nei treni regionali gestiti da Trenitalia la situazione non è migliore, gli utenti segnalano l’assenza del distanziamento “come d’altronde risultano inesistenti le segnaletiche che indicano i posti disponibili per i pendolari”, continua Cupelloni. Il Comitato chiede alle istituzioni di agire in fretta “anzi incrementare misure più rigide” e si rende disponibile “ad affrontare tale situazione con i protagonisti che in modo diretto e indiretto hanno a che fare con il trasporto e la mobilità”.    


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