Barbet vuole Guidonia Città dello Sport. L’opposizione: utopia

Guidonia Montecelio città dello sport, su questo punta Michel Barbet che lo ha scritto nel documento unico di programmazione. Ma quale città e quale sport? L’intento di Barbet è quello di creare attenzione intorno al marchio “città dello sport”, in vista dell’appuntamento più importante che attende la terza città del Lazio: la Ryder Cup. La competizione più prestigiosa di golf al mondo, che nel 2023 si disputerà nei campi del Marco Simone Golf & Country Club. Un’occasione unica, per una città sofferente sotto molti aspetti e che può respirare grazie ai fondi, 50 milioni di euro, stanziati dallo Stato e gestiti dalla regione in una serie di interventi per mano di Astral.

Così con la Ryder Cup che aleggia, Barbet ha confezionato questo messaggio politico che – s’intende – deve cominciare a essere assimilato per diventare poi appetibile all’esterno. Il punto, è chiaro, è capire come Guidonia realmente sia in gioco (è il caso proprio di dire) per vestire quest’ambizione. E qui entrano in scena gli assessori. Ognuno per competenza di materia, gli assessori hanno snocciolato le iniziative previste, aiutati dalle slide, nel consiglio comunale in videoconferenza andato ieri in onda. Fondamentalmente i protagonisti sono due. Elisa Strani che è l’assessore allo Sport, e Antonio Correnti che è il capo dei Lavori Pubblici, da questo settore dipende molto della realizzazione di quello spot.

Per quanto riguarda la Strani, ha messo in evidenza alcuni aspetti: promuovere e sostenere la pratica sportiva mettendo a disposizione l’impiantistica, anche in considerazione della Ryder Cup. Poi le riduzioni tariffarie per particolari tipologie di utenti e associazioni, la rivisitazione dei criteri dei regolamenti attualmente in vigore per l’assegnazione degli spazi “al fine di favorire le realtà sportive storiche del territorio”. E l’apertura del Centro sportivo polifunzionale, la riqualificazione e assegnazione in concessione del campo sportivo comunale.

Sui Lavori Pubblici, il grosso del programma per fare di Guidonia una città dello sport si fonda su due pilastri: il recupero dello skate park a Colle Fiorito, e l’apertura del Palazzetto dello sport al Bivio di Guidonia. Queste opere sono un’odissea su tutti i fronti, e nonostante gli annunci a ripetizione anche in questa amministrazione, sono ancora lì. Correnti ha però annunciato che una commissione speciale si occuperà di seguire i lavori della Ryder Cup. “Non c’è sport senza le persone – ha detto il sindaco Michel Barbet in consiglio – i luoghi dello sport devono essere accessibili, alimentati e comunicati”.

Per l’opposizione, l’intera impostazione della città dello sport targata Barbet è il libro dei sogni. Lo ha spiegato il consigliere democrat Mario Lomuscio, “è utopia allo stato puro” ha rimproverato i cinque stelle, perché a fronte delle slide e dei programmi, “sono assegnate risorse irrisorie”. L’intero documento unico di programmazione, per Lomuscio è un copia e incolla degli anni passati, “stesse previsioni disattese di anno in anno, solo Elisa Strani è riuscita a cambiare qualcosa con le cave”. Ma l’opposizione è tutta negativa su questa idea, la consigliera di FdI Giovanna Ammaturo parla di “libro cuore, avevo le lacrime agli occhi dalla commozione”.

 

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