Già ci sono i problemi della fase, la crisi, gli ostacoli disseminati un po’ dal contingente e tanto dai problemi mai risolti, quello che mancava erano le “ricostruzioni fantasiose” che circolano sul web sulle cave e l’ormai ex assessore Davide Russo, mandato via in questi giorni dalla giunta di Guidonia Montecelio perché si sono rotti definitivamente i rapporti con Barbet. Scendono in campo gli imprenditori, nella voce del Centro per la valorizzazione del travertino romano e del suo presidente, Filippo Lippiello, dopo che sui social sono andate in giro versioni retrosceniste senza appigli sul “licenziamento” di Russo. Bisogna mettere gli elementi in ordine. Lo scontro tra Barbet e Russo va avanti da un anno, il sindaco anche se spinto e stimolato dal grosso della sua maggioranza non ha mai avuto lo slancio decisivo di chiudere con lui. “Timore delle reazioni di Roma”, la versione più insistente, affiancata da quella sullo stato di salute precario della maggioranza. Ecco, proprio lì però la situazione da gennaio a oggi, è precipitata: due consiglieri passati all’opposizione, due dimesse, e due che hanno lasciato i cinque stelle per creare Attiva Guidonia, tale e quale in Sicilia. Quest’ultimo capitolo, a parere della maggioranza, ha la firma di Russo. L’ex ha negato, per carità, ma la questione si è avviluppata così e in poche ore, fino alla sfiducia formale. Fatto sta che in questo quadro sono uscite sul web delle ricostruzioni mirate. Lo raccontano le imprese: “Per il Cvtr e tutte le aziende associate si sono meravigliate nell’apprendere che un “giornalista” nel suo blog abbia ipotizzato che l’allontanamento dell’assessore Russo dalla giunta sia avvenuto per gratificare le aziende estrattive, in quanto l’assessore si sarebbe opposto al conferimento delle macerie nelle cave per il loro riempimento. Si vuole chiarire che non esiste nessun atto che prevede il conferimento di macerie in cava; che casomai vi sono atti che espressamente in convenzione prevedono esclusivamente il conferimento di rocce e terre da scavo; che la posizione di Russo nei confronti dell’attività estrattive è sempre stata di dialogo e di confronto, e peraltro da quando non è più di sua competenza non c’è stata occasione di conoscere posizioni contrarie o a favore del settore. Le ipotesi fantasiose del “giornalista” non trovano riscontro in nessun fatto se non in quello che ad un assessore sia stato tolta la fiducia, cosa che non è né nuova ne’ sporadica ed è frutto di dinamiche politiche che sfuggono evidentemente al fantasioso giornalista”.