di Alessandra Paparelli

Intervista a Marco Guadagno, CEO e Artistic Director della 3Cycle cooperativa di doppiaggio, notissimo attore e doppiatore, direttore di doppiaggio, dialoghista, adattamento testi e regista teatrale; sua la direzione del doppiaggio di tutti i film Marvel (tutti gli Avengers, per intenderci, Iron Man, Capitan America, Thor, Hulk, Spider Man, gli eroi più potenti della Terra). Marco ha iniziato la sua lunghissima carriera artistica, da bambino. Era già un grande talento naturale. Scoperto da Sergio Leone, lo volle Vittorio De Sica nel 1973 sul set del film “Lo chiameremo Andrea”. Ha diretto il doppiaggio di Bohemian Rhapsody, The Truman Show, L’Era Glaciale, Rio 1 e 2, Dead Man Walking, Million Dollar Baby, Elizabeth, The Golden Age, Cattivissimo Me 3, Il Cerchio d’oro, Indipendence Day, Croods e tanti altri celeberrimi film. Ha dato la voce a Puffo Quattrocchi, nei celebri cartoni I Puffi, è stato la voce indimenticata di Anthony in Candy Candy, ha doppiato Conan-Il ragazzo del futuro, l’Attimo Fuggente, ha dato la sua voce a Jason Priestley nella serie cult degli anni ’90, Beverly Hills 90210; ha doppiato l’attore Matthew Broderick, era Chachi nella serie cult Happy Days, ha dato la voce al celebre Michale Wilton di Talk Radio -voci nella notte, regia Oliver Stone. Attore di cinema, serie tv, personaggio televisivo, tanto teatro al suo attivo con numerose regie teatrali di successo. Vincitore di numerosi premi nel doppiaggio italiano. Marco è un grande attore versatile, si è sempre diviso tra cinema, teatro, tv e naturalmente doppiaggio, un grande amore anche a livello familiare (ricordiamo che sua sorella è Francesca Guadagno, nota e brava, eccezionale attrice-doppiattrice).

Marco, come hai gestito l’emergenza Coronavirus da casa? Hai approfittato per leggere, ascoltare musica, fare lavori in casa, e soprattutto, che momento è stato, per te, a livello personale e lavorativo e cosa pensi del difficile momento che l’Italia vive?

Avendo la fortuna di abitare nel centro di Roma, potevo scendere e godermi Piazza Navona deserta. Ho fatto lunghe camminate intorno alla piazza e mi godevo in diretta Jacopo dal balcone quando suonava. Ho visto e seguito alcune serie tv su Netflix, ho letto, ma in realtà ho continuato a lavorare da casa dovendo riorganizzare il lavoro della mia società di doppiaggio, la 3Cycle. Pensare a tutte le misure necessarie per salvaguardare i nostri dipendenti e collaboratori, pianificare il lavoro non appena sarebbe stato possibile riprendere a lavorare sul campo. Poi almeno due conference call al giorno di circa 2 ore l’una per cui il tempo è quasi volato.

Siamo nella famigerata Fase 2: come hai ripreso la tua attività di direttore del doppiaggio e quali sono le difficoltà di riprendere il vostro lavoro?

La difficoltà principale è convivere con la paura. Personalmente non sono terrorizzato ma capisco che ognuno ha vissuto e vive diversamente questa situazione. Per cui ci siamo allineati alle direttive del Ministero della salute e soprattutto cerchiamo di usare “buon senso e responsaqbilità”. Sanifichiamo gli ambienti molto spesso, usiamo pareti divisorie nella sale di regia e manteniamo le distanze. Certo il lavoro si rallenta un po’ ma è importante che tutti siano al sicuro e sereni.

Ci voleva una pandemia globale per far capire e comprendere il termine “Cultura”?

Ma secondo te è stato capito e compreso veramente? Nella Polis greca l’ordine era questo…Prima veniva la Cultura che influenzava la Politica che sceglieva l’Economia. Oggi l’ordine è Economia che corrompe la Politica che non fa Cultura. Così, secondo me, non funzionerà mai.

Settore spettacolo, una crisi senza precedenti: il comparto radio-tv, tutto il settore della musica, fermi. Eventi culturali, artistici e musicali cancellati e sospesi. Chiesti fondi e sostegni al Governo. Teatri e cinema riapriranno (ora abbiamo una data certa) il 15 giugno. I luoghi di cultura come riapriranno, secondo il tuo parere?

Più che pensare ad una riapertura sarebbe interessante pensare a “come riaprire”. Io credo che questo momento potrebbe essere utile per cambiare tanti schemi, modelli vecchi e sclerotizzati. Insomma, questa vicenda potrebbe e dovrebbe diventare un’occasione importante per interrompere il sistema e ricrearne uno nuovo. Anche se non sono certo che questo accadrà. Credo che il Governo non sarà in grado di aiutarci veramente. Faremo altri debiti…Qualcuno morirà e qualcuno sopravviverà. Ma ho il sospetto che questo un po’ sia voluto.

Qual è stata la prima cosa che hai fatto, superato il lockdown?

Mi sono svegliato, ho fatto colazione e sono andato in ufficio in bicicletta.

Come riparte il doppiaggio? Andiamo sul tecnico: difficoltà, dubbi, futuro, in questa complicata fase di convivenza con il virus.

Il doppiaggio riparte lentamente ma va avanti. Ora però ci corre l’obbligo anche qui di ripensare alcune cose e guardare con più interesse a nuove tecnologie che potrebbero supportare il nostro settore. E soprattutto di riscrivere un contratto nazionale che è ormai obsoleto.

Una pandemia globale dovrebbe indurci a riflettere, a rimettere al centro umanità, rispetto, educazione. Dove è finita “L’Italia dei balconi”?

Questo è un problema tutto italiano. Nella difficoltà ci “stringiamo a coorte” (bello il riferimento fatto da Marco all’unità da combattimento dell’esercito romano, NdR) ma poi una volta superata la crisi ognuno ripensa solo al suo orticello personale. Dovremmo pensare in tutti i campi a fare formazione, aggiornamenti. Insomma, pensare veramente a riqualificare le nostre vite e il nostro lavoro.