di Gea Petrini

I versi della Canzone del maggio di Fabrizio De André sono la firma simbolica con cui Claudio Caruso si autosospende dal movimento cinque stelle di Guidonia Montecelio, assestando un colpo che potrebbe essere fatale a una maggioranza già in bilico per i numeri dopo l’uscita di Claudio Zarro e Loredana Terzulli. Un epilogo bomba dopo settimane di malumori diventati insopportabili per la gestione del caso capogruppo. Matteo Castorino, come anticipato, ha preso il posto di Giuliano Santoboni alla guida dei consiglieri in aula: una scelta dei vertici interni, del direttorio del direttorio per usare termini pentastellati, cioè lo stesso Santoboni, il sindaco Michel Barbet e in base a quanto riferisce Caruso, il deputato Sebastiano Cubeddu che avrebbe avallato il cambio. In una riunione infuocata con un voto di distanza Castorino ha vinto consacrandosi – suo malgrado, per carità – come il capogruppo delle divisioni. Tra assenti, astenuti e proposte alternative, la maggioranza interna super risicata ha pure bocciato il metodo della rotazione. Insomma sarà Castorino, punto e basta, fino al termine del mandato Barbet. Ecco e questa è la domanda. Quando sarà la fine? Perché lo strappo consumato oggi formalmente da Caruso, e nell’aria già da giorni, terremota i numeri fragili di Barbet. E non è che sia solo questione di numeri. Dopo gli attacchi pesanti degli ex Zarro e Terzulli, arriva Caruso oggi, tra i più allineati e filogovernativi, un consigliere che in più di un’occasione si è fatto scudo anche dell’indifendibile, arriva Caruso a denunciare un sistema pilotato dal cerchio magico. Manovrette da prima Repubblica. Un sindaco “doppiogiochista” che dà deleghe contro le regole interne. È il caso di Alessandro Cocchiarella, consigliere comunale al quale è stata affidata la delega all’ambiente in mancanza di assessore. Quindi Cocchiarella resta in consiglio dove nessuno lo può toccare, (certo senza stipendio di assessore), e intanto decide e stra-decide come un assessore. E di un reggente vero e proprio non c’è nemmeno l’ombra, sia chiaro. Una goccia di un mare, di una gestione che – denuncia Caruso – ha abbandonato totalmente i principi del movimento cinque stelle per preservare piccole singole posizioni di micro-potere. Giro di boa del bilancio a luglio sempre più a rischio. Barbet la prova può ancora superarla, ma sarà il caso di chiedersi davvero perché.

Pubblichiamo integralmente la nota sui social con cui Caruso si autosospende dal Movimento.

“Convinti che fosse un gioco
A cui avremmo giocato poco
Provate pure a credervi assolti
Siete lo stesso coinvolti
Aprire con una strofa della “Canzone del Maggio” di De André è la cosa più chiara che potessi fare. Sono sette lunghi anni che sono nel MoVimento 5 Stelle di Guidonia Montecelio, ho messo gli ideali che mi hanno portato a combattere per quella bandiera dinnanzi a tutto: sport, amore, amicizia, famiglia solo perché ci credevo, credevo in quel riscatto che si poteva dare nella Città in cui vivo. Non tollererò più dopo tre anni che si debba lasciare le scelte a pochi intimi, al cosiddetto cerchio magico; la finta partecipazione quando è scelto tutto a tavolino rende tutto insignificante.

Apprezzo la sincerità e la condivisione, non è possibile che un Sindaco sia doppiogiochista con la sua maggioranza; scoprire chi fosse un Assessore poco prima della firma fa male; Avere una linea chiara sulle deleghe ai Consiglieri Comunali e poi trovarsi una delega all’Ambiente bella e fatta vi posso garantire che fa male; Trovarsi un Presidente di Commissione a tavolino scelto da Sindaco, Capogruppo e compagnia bella fa male. Queste sono solo alcune delle cose che per tre anni tanti di noi hanno subito, ieri il culmine con la scelta di un capogruppo già decisa dall’uscente, Sindaco e Deputato di “zona” nelle segrete stanze, e farla passare come una scelta condivisa in riunione democraticamente fa male. Indirizzare questa scelta importante su poi la faccia vicino a quel simbolo non ce l’ha mai messa. Soprattutto sentirsi dire che, secondo il Sindaco, è la persona più piccola che ha maturato di più ma le sue stime personali per rispetto del gruppo se le tenga per lui e per la sua cricca. Senza dimenticare che il nostro statuto prevedere la rotazione del Capogruppo, cosa mai avvenuta di comune accordo, ma ora era stata richiesta non a sei mesi ma ad almeno un anno ma logicamente i delfini vanno tenuti liberi e quindi è stata bocciata anche questa. Ho stima per Matteo Castorino, questo non è un attacco a lui, e gli auguro un buon lavoro come Capogruppo perché è un ragazzo merita, ma è i fan che ha intorno all’interno della maggioranza che rovinano la sua figura con giochi meschini. 

Eravamo i casti e puri, coloro che votavano in maniera granitica; nel momento che questo non è accaduto il Sindaco e Capogruppo hanno chiesto un passo indietro dalle proprie cariche agli attori di quel gesto, che ritengo gravissimo, ma che alla fine sono gli stessi richiedenti che con la coda fra le gambe hanno fatto un passo indietro, solo per paura di perdere il numero e così facendo buttare al secchio gli ideali che ci hanno portato a governare con quella bandiera che tanto amo.

Pensare che di questa disfatta loro non siano coinvolti così non è, perché per quanto voi vi credete assolti siete per sempre coinvolti; da oggi mi ritengo autosospeso dal MoVimento 5 Stelle di Guidonia Montecelio che tanto ho amato e che tanto hanno deturpato, per riflettere se è giusto continuare o meno, o se comunque c’è possibilità almeno di salvare il salvabile. Amo e continuerò ad amare il MoVimento 5 Stelle a cui credo, pur sapendo che a Guidonia Montecelio sarà purtroppo destinato a pochi intimi.
A riveder le stelle!”.

Claudio Caruso