Galeotta fu la videoconferenza, scoppia il caso nel centrodestra a Guidonia Montecelio dopo l’incontro virtuale organizzato dalla leghista Laura Cartaginese con un gruppo di militanti/simpatizzanti della terza città del Lazio. A raccontare il vertice via schermo, la stessa consigliera regionale che non avrà pensato però al guaio diplomatico che stava per scatenare. Per usare un eufemismo. La pietra dello scandalo, la presenza nella video conference davanti al big leghista Claudio Durigon, di due esponenti di Forza Italia. Si tratta di Gianni Petrocchi e Aurelio Cornelio. Un elemento che non è passato inosservato agli occhi attenti del coordinatore comunale di Forza Italia, Maurizio Massini. L’ingegnere condanna le ambiguità dei dirigenti azzurri annunciando di averli portati (metaforicamente) davanti al giudizio del coordinatore provinciale Alessandro Battilocchio.

“Non è chiaro in che veste due dirigenti provinciali del partito di Forza Italia siano finiti in una videoconferenza organizzata dalla Lega per Salvini. Sono rimasto stupito di vedere Gianni Petrocchi e Aurelio Cornelio, come il sottoscritto membri del direttivo provinciale di Forza Italia, intervenire sotto il simbolo di Alberto da Giussano in compagnia di Claudio Durigon, numero uno della Lega Laziale, senatore e ex sottosegretario all’Economia nel primo governo Conte, e di Laura Cartaginese, consigliere regionale, neo acquisto leghista alla Pisana, per anni dentro gli assetti forzisti di Tivoli prima, qualche mese fa, dell’addio a Berlusconi e dopo aver fatto perdere la guida del Comune al candidato sindaco leghista Vincenzo Tropiano”. Per Massini qualcosa non torna nella lista degli invitati. “In questo quadro, non proprio lineare, sotto il profilo della chiarezza politica, ieri l’altro, la signora Cartaginese, organizzava appunto un tavolo virtuale con Durigon attorno al quale riuniva, sono parole sue, tra gli altri, Aurelio Cornelio e Gianni Petrocchi definiti nello stesso post pubblicato su Facebook militanti, simpatizzanti della Lega per Salvini, formula, presumo, arrivata così al presente Durigon. In realtà, i due sono dirigenti provinciali di Forza Italia, al momento infatti non risultano loro dimissioni dagli incarichi. Contemporaneamente però, secondo Cartaginese, simpatizzerebbero per il partito salviniano. Fornendo improbabili referenze, nella conferenza allo stesso, ignaro, Durigon”. 

L’obiettivo di Massini è chiaro, come proprio dello stile politico dell’ingegnere sempre diretto. Il coordinatore azzurro vuole fare del caso Petrocchi Cornelio, un caso esemplare, simbolico, per avvisare gli alleati di oggi e di domani che la politica di Guidonia deve cambiare marcia. Anche nel centrodestra. Stop ambiguità, giochi di strategia su cinque tavoli. Un avvertimento che va agli amici di partito ma anche nel campo della Lega, dove la Cartaginese ha il ruolo di riferimento in consiglio regionale per questa area. “Oggi più che mai – dice Massini – ritengo necessaria a Guidonia Montecelio, città divenuta oggetto della discussione al tavolo virtuale, una scelta di campo tra le zone grigie del passato e una ineludibile, nuova chiarezza dalla quale il centrodestra del futuro non potrà prescindere. Per quanto mi riguarda deve considerarsi finita l’epoca delle meline, dei piedi nelle doppie staffe, i cittadini devono potersi confrontare con figure responsabili e portatrici di limpido senso di appartenenza, in caso contrario come questo sembrerebbe apparire, il richiamo a una scelta definitiva è quantomai un obbligo sulla via della limpida azione politica. Per questo motivo, nella veste di coordinatore provinciale, ho chiesto a Alessandro Battilocchio, deputato e militante della nostra amata Forza Italia, di approfondire le posizioni di Gianni Petrocchi e Aurelio Cornelio, salvo chiarimenti pubblici che potrebbero arrivare in corso d’opera dai diretti interessati. Questo è il momento della chiarezza, non del mantenimento di posizioni opportunistiche: i cittadini non capirebbero”. redpol.