Non può piovere per sempre o quasi. Se da una parte il comune di Tivoli è alle prese con le fibrillazioni all’interno della maggioranza, dall’altra a preoccupare è anche la tenuta della macchina amministrativa nel senso più ampio del termine, che ha inanellato l’ennesimo epic fail, se così si può chiamare. A non arrivare a destinazione, nella fattispecie agli asili pubblici e privati, saranno i soldi stanziati dalla Regione Lazio per venire incontro ai disagi economici registrati in questi giorni e in quelli che verranno. Non si tratta di quattro spicci, come si dice in gergo, ma di un totale di 6 milioni di euro per 486 strutture, di cui 259 pubbliche e 227 private, che devono avere un solo requisito: l’accreditamento, condizione necessaria per prendere i fondi regionali sempre e non soltanto in casi come questo. Un sostegno non di poco conto se si pensa che per i nidi privati non convenzionati ci sono 100 euro mese per ogni posto accreditato dal mese di marzo fino al mese di luglio. Peccato che nessuna struttura tiburtina, neanche quella comunale, sia presente nell’elenco di 12 pagine aggiornato al 21 aprile 2020 e visibile sul sito della Regione stessa e quindi neanche un centesimo di quei soldi arriverà a destinazione. Un problema che sarebbe già stato oggetto di polemiche all’interno della maggioranza dei veleni di venerdì scorso e che rischia di compromettere ulteriormente gli equilibri. Una situazione sicuramente scomoda a cui ha cercato di porre rimedio la consigliera leghista Laura Cartaginese, firmataria insieme agli altri colleghi del Carroccio alla Pisana di un documento con cui si richiede proprio di permettere anche a chi non è accreditato di accedere al tesoretto. “Non si capisce il motivo di questo provvedimento visto che siamo di fronte ad un’emergenza senza precedenti. È comprensibile che la Regione ricorra agli elenchi degli accreditati, che hanno fatto un determinato percorso anche di rispetto delle normative, in situazioni di normalità, ma è evidente, e mi sembra superfluo anche dirlo, che siamo di fronte ad un’emergenza e che qui si tratta di salvare attività e posti di lavoro”, commenta evidenziando anche il ruolo sociale degli asili e l’importanza di salvaguardarne la piena operatività nel tempo. “Cerchiamo di fare in modo di garantire la sussistenza a queste come ad altre realtà costrette a chiudere e che non riapriranno prima di settembre”, conclude. alc