di Alessandra Paparelli

Intervista con Martina Galletta, attrice di teatro, cinema, serie e film tv, che è stata recentemente in studio a Breakfast in Italia – Radio Italia Anni 60 Roma, 100.5 FM . Martina sarà una dei protagonisti del film “Permette? Alberto Sordi” che RAI Uno trasmetterà in prima serata il 24 marzo prossimo per la regia di Luca Manfredi. Il film tv, omaggio al grande Alberto Sordi, è una coproduzione Rai Fiction – Ocean Productions, interpretato da Edoardo Pesce nel ruolo del grande attore romano e Martina Galletta nei panni di Giulietta Masina. Come noto, sia Fellini che la Masina erano grandissimi amici dell’indimenticato Alberto Sordi. 

Gli esordi di un giovanissimo Alberto “Albertone” Sordi: come ti sei calata nel ruolo, complesso, di Giulietta Masina?

In questo film ho avuto il grande onore di interpretare Giulietta Masina, un personaggio che ho amato fin da piccola. È stata una doppia sfida, perché Giulietta non era mai stata rappresentata, né sul grande né sul piccolo schermo.

Come ti sei preparata? Una grande responsabilità rivestire un ruolo così importante e amato.

Ovviamente sì, è stata una grande responsabilità dover affrontare questo ruolo, io ho cercato di prepararmi al meglio studiando sia l’aspetto, la fisicità, la mimica facciale così particolare di Giulietta, ma anche riguardando tutte le sue interviste oltre che i film, in cui emergeva il ritratto di una donna pacata (almeno in apparenza), colta, estremamente intelligente. Ho cercato di raccontare la Giulietta donna e amica, oltre al personaggio pubblico e l’attrice. Il film infatti racconta degli esordi di questi tre grandissimi personaggi, Sordi, Fellini, Masina, quando erano ancora dei ventenni pieni di speranza e di sogni, e di come la loro amicizia e il loro sodalizio artistico abbia contribuito a creare i loro miti.

Un cast eccellente, professionisti talentuosi: cosa possiamo dire?

Vorrei aggiungere che è stato un vero privilegio lavorare al fianco di artisti così straordinari, in primis Edoardo Pesce, che ha fatto un lavoro incredibile, raccontando alla perfezione Sordi senza minimamente imitarlo; Alberto Paradossi nel ruolo di Fellini, la strepitosa Pia Lanciotti nel ruolo di Andreina Pagnani, amore giovanile di Sordi, Paolo Giangrasso, il fratello di Albertone, e tutti gli altri. E sono infinitamente grata a Luca Manfredi, il regista, per aver creduto in me e per aver creato un film così meraviglioso.

Inevitabile parlare di emergenza Coronavirus: eventi artistici e musicali annullati, prime cinematografiche spostate o annullate, così come gli spettacoli teatrali.  Come stai gestendo l’emergenza e le norme restrittive del decreto governativo, a casa? Come passi il tuo tempo?

Per quanto riguarda questo periodo di pausa forzata, sto cercando di mettere a frutto il tempo a disposizione. Una delle costanti è la pratica buddhista, mattina e sera, una meditazione laica che mi permette di fare silenzio dentro di me e di analizzare i fatti per quello che sono, senza ansie e sovrastrutture. Mi permette anche di inviare un pensiero positivo alle persone che amo e a tutti, nella speranza che questa emergenza passi presto. Un’altra costante è lo sport: non si può uscire, è vero, ma abitando al settimo piano posso correre su e giù per le scale! E sul rooftop c’è spazio per fare addominali e flessioni, riesco anche a prendere un po’ di sole. Immancabili sono i libri: sto leggendo tantissimo, sia capolavori della letteratura del novecento sia novità. Sto anche scrivendo molto. Quando posso suono il pianoforte o la fisarmonica, chissà che non mi vengano in mente altri brani da comporre!  E la sera, invece, aperitivi Skype con le mie amiche!
Insomma: è innegabile che questa condizione sia faticosa e stressante, ma con un piccolo sforzo credo si possa riuscire a viverla al meglio.

Campagna nazionale #iorestoacasa. Quale appello ti senti di fare alle nostre lettrici e lettori, a chi ti segue sui social, ai tuoi fans? 

Io resto a casa perché stiamo vivendo una effettiva e reale minaccia, che solo uniti possiamo sconfiggere. Se ci armiamo di senso di responsabilità e di pazienza, questo momento tragico passerà presto e potremo tornare tutti insieme a una normalità più consapevole forse, e ancora più felice. Io resto a casa per la mia adorata nonna e per tutte le persone anziane, che amiamo e che devono essere tutelate! Io resto a casa perché prima finirà tutto questo, prima potremo tornare a viaggiare! Restate a casa!

foto di Giacomo Spaconi