Senso di responsabilità ma anche attenzione alta sulle sorti delle attività produttive piegate dall’emergenza sanitaria che sta investendo il Paese. È questo l’invito della Lega di Tivoli, che nella giornata di ieri ha diffuso una nota stampa a firma del neo coordinatore locale, Ettore Tirrò. Il gruppo segue le indicazioni dei vertici nazionali che chiedono una stretta maggiore sulle misure messe in campo dal Governo Conte per evitare l’ulteriore diffusione del contagio che rischia di mettere in ginocchio la rete delle rianimazioni del Paese. Una eventualità che non può neanche essere contemplata tanto da pensare sia giusto spegnere il motore dello Stivale. In realtà molti sono i negozi che a Tivoli hanno deciso di abbassare preventivamente la serranda, un po’ per oggettiva difficoltà a rispettare le misure messe in campo, un po’ per seguire le indicazioni a restare a casa arrivate da più parti. Chiaramente il contraccolpo economico ci sarà e su questo batte il gruppo del Carroccio: “Siamo vicini a tutti i liberi professionisti, commercianti, ristoratori e gestori di attività che stanno vedendo sotto i propri occhi un tracollo della loro produzione e produttività. Siamo vicini alle famiglie che fanno sforzi enormi per pagare le rette mensili di asili o scuole private e che per l’interruzione delle attività didattiche purtroppo non usufruiscono di tali servizi e devono sopperire anche economicamente a questo periodo prolungato di sospensione – dice Tirrò -. L’impegno che la lega si prende sin da ora è quello di portare all’attenzione dell’amministrazione, quando l’emergenza andrà via via sfumando, molte questioni con atti amministrativi concreti, come ad esempio sgravi fiscali per le attività sul territorio, contributi alle famiglie che continuano con il pagamento delle rette private, sospensione e alleggerimento delle imposte locali. Non è strumentale, è buonsenso. Come è buonsenso oggi non sentirsi opposizione per motivi politici, ma parte della stessa comunità. Una comunità che lavora insieme per il bene di tutti. Oggi maggioranza e opposizione non esistono, esistono solo fini comuni, non esiste steccato ideologico in questo momento”.