Torna a parlare la politica in ore di apprensione e concitazione per l’epidemia coronavirus che tiene con il fiato sospeso l’Italia. Da questa mattina l’Italia è “zona protetta”, con le limitazioni cioè che fino a ieri riguardavano le aree del nord esteso su tutto il territorio nazionale. Ma non è abbastanza, lo pensa la Lega, lo pensa la regione Lombardia. Matteo Salvini è stato chiaro: “Quello annunciato dal governo è un primo passo, lo apprezziamo ma non basta. Dobbiamo fare in fretta e di più, senza tentennamenti. Chiudere tutto e subito, senza lasciare spazio a dubbi o interpretazioni. E mettere a bilancio per aiutare subito famiglie e imprese (soprattutto i piccoli) non 7 ma 70 miliardi, e che in Europa non perdano tempo a discutere. Ogni giorno perso è un dramma, volere è potere”. Concetto ribadito dal leader dopo la conferenza stampa del presidente della regione Lombardia, che sostenuto dai sindaci lombardi di ogni colore, ha chiesto lo stop.

La richiesta monta anche da Guidonia Montecelio, per voce del coordinatore comunale Alessandro Messa: “Ok zona rossa in tutta Italia, come da noi già chiesto, ma no a mezze misure. Chiudere tutto, salvo i servizi essenziali. Provvedimenti straordinari per imprese, famiglie e partite Iva”. Il leghista ha annunciato poi che chiuderanno le due sedi di partito: “Saremo un esempio di disciplina e responsabilità. Al sindaco Michel Barbet chiediamo ancora una volta di limitare le attività degli uffici comunali, a tutela anche dei dipendenti più anziani, e di destinare la Polizia Locale ai controlli nelle aree pubbliche, affinché vengano rispettate le direttive emanate. Gli italiani ce la faranno, ne sono certo”.