Mentre il paese è alle prese con l’emergenza Coronavirus la vita va avanti e i processi pure. Ne sanno qualcosa dalle parti del Comune di Tivoli, dove la questione che oggi tiene banco, insieme al bilancio, è quella della Acque Albule spa e della sorte dei soldi che il municipio, e quindi le casse pubbliche, devono al socio di minoranza della società partecipata che gestisce tra le altre cose lo stabilimento termale. La storia è quella recente: il Tribunale di Roma con un sentenza non definitiva ha nei fatto riconosciuto alla Fincres Spa, titolare del 40% delle azioni dell’azienda, il diritto di esercitare l’ “opzione put”, ovvero la possibilità di restituire a Palazzo San Bernardino le quote comprate nel lontano 2001. Un problema non di poco conto visto che per risarcire Bartolomeo Terranova, patron delle Terme dall’epoca Vincenzi, i soldi che occorro non sono pochi. Secondo le ultime perizie richieste in ordine di tempo gli asset frutterebbero al Ragioniere intorno ai 14 milioni di euro. Per essere più precisi e capire quale strada prendere la giunta, riunita lo scorso 19 febbraio, ha autorizzato e demandato “alla PO del III Settore Avvocatura  Comunale, con propria autonoma determinazione, l’individuazione del consulente tecnico di parte dell’ente nel  giudizio indicato in premessa, di concerto con gli  avvocati patrocinatori, Prof. Avv. Andrea Guaccero e Avv. Massimo Ranieri, che provvederanno alla nomina formale in giudizio”. La macchina per il recupero delle somme è dunque partita e non inciderà poco sui conti pubblici. alc