Vendita al dettaglio di droga grazie ad una squadra di pusher “fluida”, cioè in grado di essere riassorbita velocemente ogni qual volta restava sguarnita per arresti in flagranza, più un sistema di riscossione crediti nei confronti di chi non era un grado di pagare che vedeva anche l’uso di armi. Questa l’organizzazione che stamattina è stata smantellata dai carabinieri della compagnia di Monterotondo, che stanno dando esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per 24 persone, tra cui cinque donne, emessa dal Gip del tribunale di Roma, su richiesta della procura della Repubblica di Roma – Direzione distrettuale antimafia. Tutti appartenenti, secondo le indagini, a un’organizzazione criminale dedita al traffico illecito di sostanze stupefacenti, radicata nei comuni dell’hinterland nord-est di Roma.Le indagini, condotte dai carabinieri sotto la direzione della Dda di Roma, hanno consentito di accertare come l’illecita attività fosse così fiorente da portare nelle casse della banda circa 90.000 euro al mese.Il gruppo criminale era talmente “fluido” al punto da riuscire a proseguire l’attività di spaccio nonostante gli arresti in flagranza eseguiti dai carabinieri nei confronti di pusher, che venivano subito rimpiazzati per dare continuità allo spaccio di strada. L’organizzazione ricorreva inoltre ad un violento sistema di recupero crediti nei confronti dei clienti che non pagavano: sono stati, infatti, ricostruiti episodi di estorsione, anche con armi da fuoco.Quella di oggi è la settima operazione antidroga dei carabinieri del comando provinciale di Roma in meno di un mese, con 123 persone arrestate a conclusione di indagini strutturate, in aggiunta ai quotidiani arresti eseguiti dai militari, in flagranza di reato, in tutto il territorio della Capitale e della provincia. RedCro