Gianmaria Spurio denuncia una irregolarità nei criteri stabiliti dall’amministrazione di Fonte Nuova per determinare le quote a carico degli utenti nei progetti rivolti alle persone disabili. Il consigliere di Forza Italia presenta un’interrogazione per cercare di fare chiarezza e ripristinare i parametri corretti.

L’interrogazione

L’esponente azzurro si riferisce al regolamento approvato in consiglio comunale e ai criteri approvati dalla giunta sulla compartecipazione dei costi dei servizi sociali a domanda individuale dedicati alle persone disabili. Tra questi vi è il progetto Costruiamo Ponti, in particolare per quel che riguarda l’accesso ai Laboratori. Spurio chiede quali somme sono state chieste in percentuale per poter accedere a questi servizi e se vi è la possibilità di svolgere le attività in locali comunali come l’ex scuola di via Lago di Bracciano, in modo da abbattere ulteriormente i costi. Inoltre, il consigliere denuncia l’irregolarità dei parametri stabiliti dalla giunta riguardo alla quota di compartecipazione, stabilita utilizzando l’Isee dell’intero nucleo familiare e non quello a nucleo ristretto, come prevede la norma. La quota a carico delle famiglie può cambiare sensibilmente rispetto all’indicatore preso in considerazione. Spurio nella sua interrogazione cita un quesito dell’Inps che potrebbe chiarire la questione: “Nella definizione di prestazioni agevolate di natura sociosanitaria, il DPCM 159/2016 fa rientrare anche il concetto di altri interventi rivolti a persone con disabilità: in effetti tale definizione è così ampia da ricomprendere sia le prestazioni sanitarie a rilevanza sociale che quelle sociali a rilevanza sanitaria, laddove entrambe siano riferite a persone con disabilità”. Comprendendo in questo modo anche le attività di un Centro Socio Educativo, quando rivolte all’inserimento sociale.  

Il disagio delle famiglie
“Capisco che possa esserci un problema economico dell’ente, ma non mi pare corretto recuperare risorse da servizi di questo genere – dichiara Spurio –. Un risparmio andrebbe fatto in via generale studiando l’intera situazione del comune. Oltre a questo, l’Inps parla chiaro: il calcolo Isee a cui far riferimento è quello del nucleo ristretto e non quello dell’intero nucleo familiare. Per cui in questo caso l’errore è doppio”. Il consigliere sottolinea anche come in passato il costo di queste prestazioni sia stato sostenuto interamente dall’ente senza gravare sulle tasche dei cittadini: “L’amministrazione Di Buò fece assorbire totalmente i costi di questi servizi al comune, operando dei tagli in altri settori – continua il forzista –. Ho parlato con alcune famiglie e c’è un forte disagio in merito a questa decisione. Spero che l’assessorato abbia solo studiato male l’argomento e che la questione possa essere risolta nel prossimo consiglio”.

Emanuele Del Baglivo