Le casse non godono di ottima salute e questa per gli enti pubblici in generale non è una novità. Talmente tanto da dover recuperare, con ogni mezzo e dove è possibile, quello che dovrebbe essere versato ma non risulta come voce in entrata. Parliamo di Tivoli e della tassa di soggiorno, che non sempre è stata nella lista delle imposte preferite dai contribuenti. Così, per arrivare a dama, si sono messe in campo una serie iniziative, messe nero su bianco nella delibera di giunta numero 11 del 2020, che vanno dal “tavolo tecnico con gli operatori del settore turistico, al fine di rafforzare il processo di definizione delle politiche e dei servizi comunali in ambito turistico nonché per condividere esigenze e finalità dell’utilizzo degli incassi derivanti dall’applicazione dell’imposta”, a nuove modalità di gestione che magari siano innovative. Per questo si è pensato bene di ricorrere pure al web con l’implementazione di un software di gestione dell’imposta che veda anche il coinvolgimento della Polizia locale, dell’ufficio Attività produttive e dell’Ufficio Entrate e degli operatori delle strutture ricettive. L’obiettivo è quello di “semplificare le procedure e favorire la comunicazione tra l’Ente e le strutture nell’applicazione dell’imposta tramite momenti formativi”. Una piccola rivoluzione, insomma, necessaria per portare a casa qualche risorsa in più necessaria oggi più che mai.