Mattinata al cardiopalma ieri in Comune a Guidonia Montecelio, in commissione attività produttive si è scatenato un putiferio. La riunione tenuta dal presidente Claudio Zarro, uno dei fuoriusciti dalla maggioranza, inizia alla presenza del presidente del Cvtr Filippo Lippiello, arrivato in audizione per esporre l’emergenza scoppiata sul fronte cave. Il caso uscito fuori il giorno precedente in una conferenza stampa convocata con urgenza dagli imprenditori, vede montare l’allarme per il futuro del distretto visti i “no” alle autorizzazioni che il Comune sarebbe pronto a dare. Una questione insomma che dire delicata è poco, considerati i rapporti aspri di questi due anni tra i cinque stelle e le aziende, e le dure proteste dei lavoratori a settembre 2018. In questo clima, Lippiello ha chiesto di partecipare per esaminare con la commissione gli aspetti tecnici. La discussione è subito infiammata nel dibattito di merito ma il cinque stelle Alessandro Cocchiarella ha contestato poi la presenza degli imprenditori in barba al regolamento. Così in sostanza Cocchiarella ha fermato la discussione sulle cave con lo scopo di sferrare un attacco politico a Zarro e alla collega Loredana Terzulli, presidente della commissione Risorse Umane, e membro delle attività produttive. Mentre un’emergenza rischia di mettere in crisi un intero settore produttivo (con le conseguenze immaginabili), Cocchiarella ha preferito occuparsi posti e poltrone. 

Nel mirino, le presidenze di Zarro e Terzulli. La maggioranza vuole farli fuori perché sono passati all’opposizione. Toni accesi e parole forti, Cocchiarella lo ha fatto mettere a verbale: per mutata appartenenza politica, la commissione non è più rappresentativa delle proporzioni del consiglio, e venendo lesi i diritti dei consiglieri comunali con una ingiusta attribuzione dei gettoni e dei rimborsi lavorativi, per Cocchiarella c’è il danno erariale. Per farle breve? La commissione attività produttive (ma lo stesso vale per le risorse umane) è illegittima. La maggioranza chiede che non sia più convocata e un intervento del presidente del consiglio Angelo Mortellaro. Una versione che non sta in piedi dal punto di vista procedurale per il presidente Zarro che ha specificato come intanto le convocazioni siano state fatte precedentemente al passaggio ma soprattutto che né nello statuto e nemmeno nel regolamento è previsto che le commissioni siano illegittime. I presidenti possono essere sfiduciati, ma i cinque stelle non hanno i numeri per farlo. Quindi con i falchi capitanati da Cocchiarella che ha minacciato di mandare a monte qualsiasi riunione da qui in avanti, la querelle sulle commissioni prende il largo.

“Ennesima dimostrazione dell’inadeguatezza dell’amministrazione Barbet”, commenta il consigliere del Pd Mario Lomuscio uscito dalla commissione. “Sul caso cave c’è la mancanza di volontà a risolvere il problema. Noi dell’opposizione vogliamo invece una soluzione, e io do la massima disponibilità personale a contribuire efficacemente per il proseguo dell’attività estrattiva nell’ottica dello sviluppo e della sostenibilità”. Non può mancare una riflessione sull’andamento dell’incontro. “Cocchiarella ha dimostrato quanto tiene alla città – conclude Lomuscio – invece di affrontare il tema, la imposto la discussione sulle scaramucce di potere. Il risultato? La commissione è diventato lo sfogatoio delle beghe politiche, e la città è fuori ad aspettare risposte”.

Gea Petrini