Gli aumenti tariffari imposti da Acea Ato 2 dal 2002 al 2012 a Fonte Nuova sono illegittimi. È quanto stabilito da una sentenza della Corte d’Appello di Roma. I consumatori, assistiti da Codici, hanno ottenuto un’importante vittoria considerato anche che il tribunale ha dichiarato non dovute alcune voci tariffarie come la cosiddetta “quota depurazione” e il cosiddetto “minimo impegnato”.

Il contenzioso

La battaglia prende il via nel 2008, quando Acea Ato 2 applica retroattivamente piani e aumenti tariffari fino al 2002. Il cospicuo addebito in bolletta spinge un gruppo di cittadini ad organizzarsi in un comitato locale e ad intraprendere un contenzioso. Dopo la sentenza del tribunale di Tivoli che cancella tutti gli aumenti tariffari tra il 2002 e il 2008, l’avvocato Laurenzano presenta istanza d’appello per chiedere l’annullamento anche di altre voci tariffarie che non erano state prese in considerazione in primo grado. L’11 dicembre la Corte d’Appello di Roma accoglie parzialmente le richieste degli utenti e rigetta quelle di Acea Ato 2, decretando l’illegittimità di tutti gli aumenti tariffari applicati dal 2002 al 2012, l’assenza di depuratori funzionanti a norma di legge nell’area in questione e pertanto l’illegittima applicazione in fattura della quota depurazione sempre dal 2002 al 2012.

Le reazioni

“Si tratta di una vittoria importantissima – dichiara l’avvocato di Codici Carmine Laurenzano, che ha patrocinato entrambi i gradi di giudizio per conto degli utenti – viene riconosciuta l’illegittimità della condotta del Gestore del Sistema Idrico Integrato, che, peraltro, nel corso di questi anni ha tartassato gli utenti, parti nel giudizio, con note di sollecito di pagamento, minacce di avvio di azioni esecutive, ha inviato decine di preavvisi di distacco, arrivando in alcuni casi al distacco effettivo e addirittura all’invio di ingiunzioni di pagamento. Il tutto per le somme che la Corte di Appello di Roma ha accertato come non dovute”. Soddisfatta anche Donatella Ibba, promotrice del Comitato dei Cittadini: “Nel 2008 mi sono accorta che stavano arrivando delle bollette pazze – racconta Ibba, oggi presidente di Cittadini per Fonte Nuova è Nostra – costituito il Comitato, ho evidenziato 9 punti di contestazione e, grazie al sostegno di Codici ed al grande lavoro dell’avvocato Laurenzano, abbiamo intrapreso una battaglia che dopo 10 anni ha prodotto una vittoria importantissima. Quella della Corte di Appello di Roma è una sentenza che fa giurisprudenza. Ora ci aspettiamo l’apertura di un percorso che porti al rimborso dei cittadini anche su depurazione e fognatura, visto il paradosso di chi non è nemmeno collettato, come i residenti di Santa Lucia”.
Emanuele Del Baglivo