L’effetto domino dell’allerta meteo alla fine ha colpito anche Tivoli che questa mattina si è svegliata con la notizia della chiusura delle scuole, parchi, giardini, cimitero e impianti sportivi, come già è successo in molti comuni d’Italia e in quelli limitrofi. Una decisione che sicuramente è stata ponderata ed è figlia di una pericolosità legata alle pessime condizioni climatiche, ma che è arrivata – secondo i più – con un ritardo poco giustificabile, vista la tempestività, per quanto limitata, delle vicine Roma e Guidonia Montecelio. Il problema maggiore chiaramente è stato per le famiglie, che si sono dovute organizzare in fretta e furia senza poter avere il tempo di mettere in piedi un cronoprogramma in grado di supplire all’assenza delle aule scolastiche, che avrebbero dovuto ospitare i ragazzi nelle ore della giornata. Eppure, dicono in tanti soprattutto sulle affollatissime pagine social locali, della difficoltà climatica si era già parlato e i dirimpettai, Raggi e Barbet hanno agito sicuramente prima del collega Giuseppe Proietti che è arrivato per il rotto della cuffia. Bene dunque è andata a chi doveva essere interrogato, agli allergici alle lezioni e a chi stamattina con il freddo non voleva proprio mettersi il grembiule e uscire di casa. Per gli altri il piano B è dovuto scattare obtorto collo, tra ferie non preventivate, permessi, nonni e parenti precettati in calcio d’angolo. Buon 13 dicembre a tutti.