Nuovo incontro l’undici dicembre intorno al tavolo nel palazzo di Guidonia Montecelio, amministrazione 5 stelle, imprese estrattive rappresentate dal Centro per la valorizzazione presieduto da Filippo Lippiello, Unindustria, sindacati. Il vertice di ieri pomeriggio alla presenza dei consiglieri di minoranza è servito a inquadrare (per l’ennesima volta) una situazione rovente. Mentre si dovrebbe lavorare per un accordo quadro (coinvolgendo anche Tivoli) per fare sintesi tra esigenze delle imprese, dei lavoratori, e la salvaguardia ambientale in un’ottica di maggiore valorizzazione della risorsa travertino, il Comune è protagonista di una linea del tutto ambigua. Chiede tavoli alla regione, e poi contesta ogni atto autorizzato che la stessa regione Lazio produce nei confronti delle aziende in base alle normative. In un clima quindi incandescente, il Comune ha dato un nuovo appuntamento. Servirà? Cambierà qualcosa? Difficile crederlo, fatto sta che a essere pronti per la battaglia sono i consiglieri di minoranza che, primo firmatario Emanuele Di Silvio del Pd, hanno già le carte pronte per richiedere la convocazione di un consiglio straordinario se il prossimo incontro sarà un buco nell’acqua.

“È tempo di fare chiarezza, la proroga concessa dalla Regione Lazio si avvia rapidamente al termine e, in assenza di soluzioni e provvedimenti condivisi, il settore estrattivo rischia di rivivere la crisi dello scorso anno, stavolta con esiti decisamente negativi”. Dicono tutte le forze politiche di minoranza, Di Silvio, Simone Guglielmo, Mario Lomuscio, Paola De Dominicis (per il Pd), quindi i civici Mario Valeri, Mauro De Santis e Mario Proietti, la leghista Arianna Cacioni, e la capogruppo di FdI Giovanna Ammaturo.
“Le cave sono una risorsa del nostro territorio che, tra diretto e indotto, producono circa 2000 posti di lavoro. È indispensabile, anche rapidamente, trovare la giusta sintesi tra tutela ambientale, dei livelli occupazionali e delle esigenze imprenditoriali. L’atteggiamento ambiguo, spesso ostile, mostrato sul tema dal sindaco Barbet e dalla maggioranza 5Stelle preoccupa e non è più accettabile. Per questo l’opposizione tutta – Partito Democratico, Lega, Fratelli d’Italia e Polo Civico – ha pronta “già firmata” una mozione e una richiesta di convocazione di consiglio comunale straordinario sul tema cave.
Attenderemo per depositarla l’esito del tavolo previsto per mercoledì 11 dicembre. Non è più possibile andare avanti con dichiarazioni di facciata e incontri saltati per inspiegabili incomprensioni. Servono soluzioni. E solo davanti a soluzioni non presenteremo la mozione e gli atti che l’opposizione ha preparato”.