La storia che ha portato alla chiusura dell’istituto comprensivo “Sandro Pertini” non è finita così. In attesa di una soluzione definitiva che consenta di capire dove saranno dislocati nel tempo gli alunni e il personale in servizio presso la scuola tiburtina, i genitori continuano la loro battaglia per ottenere risposte dall’amministrazione comunale che migliori almeno le condizioni attuali degli edifici in cui gli allievi passano buona parte della giornata. La soluzione-tampone che vede i ragazzi dislocati in più strutture è stata apprezzata capiamoci, ma può funzionare solo ed esclusivamente per un lasso di tempo ben preciso, magari per l’anno scolastico in corso, poi le cose devono essere sistemate in un modo o nell’altro. A chiedere lumi sono stati gli stessi familiari in una lettera indirizzata direttamente al Sindaco , firmata dal presidente del consiglio di istituto, Damiano Flecca, con cui non solo si cerca di ottenere un incontro che definisca i prossimi piani, ma si espongono tutte le problematiche affrontate quotidianamente dal piccolo popolo di sfrattati. “Tale soluzione, pur avendo garantito il regolare inizio delle attività didattiche, arreca grave danno all’Istituto storico di Tivoli, già negli anni penalizzato per non aver saputo o voluto trovare una diversa allocazione della scuola secondaria di primo grado determinando notevoli disagi agli alunni e alle famiglie – scrivono nella missiva partita all’indirizzo di Palazzo San Bernardino lo scorso mese -. Orbene questa ulteriore frammentazione dell’istituto e soprattutto la separazione delle sezioni dell’infanzia dalla scuola primaria provenienti dal Plesso S. Pertini e la scelta, sebbene di carattere emergenziale, di dividere e frammentare il plesso centrale di via del Collegio, sta facendo emergere malumori mai sopiti nell’utenza della scuola tutta”. Malumori che riguardano diversi aspetti: dal problema delle aule troppo piccole e senza servizi, come laboratori e palestre, parte integrante delle attività didattiche, alla scarsità di servizi igienici, troppo pochi per il numero di persone che li usa. Problemi questi disseminati in tutte le sedi individuate come alternative a quella di via del Collegio, che a lungo andare mettono a repentaglio anche la possibilità di sopravvivenza della scuola che mano mano potrebbe perdere iscritti. Una evenienza che può essere allontanata con un incontro in cui si evidenzi quali sono le strategie da mettere in campo e con una visita alle aule sostitutive che diano la misura di quello che sta realmente accadendo. 

Anna Laura Consalvi