In Calabria sono rimaste 900 edicole con 400 chiusure in 5 anni, in Sicilia secondo l’Ansa hanno chiuso lo stesso numero in un decennio. Un baratro vero per il quale il sindacato Sinagi chiede interventi a Governo e editori, tanto da essere sceso in piazza l’altra settimana per ottenere attenzione. Una “situazione drammatica” conferma Claudio Amato, dirigente sindacale, che racconta la situazione di Roma, che poi è la stessa come trend in provincia, in quattro anni hanno chiuso 1000 edicole, il 30%. Una crisi nera che più non si può, dovuta alla parabola della carta ma anche agli investimenti degli editori. Tanto è difficile venirne fuori che si cercano nuove strade, come nel Lazio dove è entrato in vigore il testo unico del commercio varato dalla Regione che consentirà alle edicole in pratica di diventare dei minimarket potendo vendere anche alimenti (solo confezionati e non da cuocere) fino al 40% dello spazio dell’edicola. Basterà? Difficile. Sinagi chiede interventi più profondi in un settore dove il contratto di categoria è fermo a dieci anni fa. “Allora quando ancora non c’era la crisi di adesso – dice Amato – è stato fissato il nostro agio al 18%, allora era poco è niente. Purtroppo non ci sono più prodotti editoriali di qualità, basti pensare alla quantità di riviste a un euro”.