Telefoni roventi, consiglieri di maggioranza smarriti dall’apprendere con un articolo l’epilogo che va oltre ogni immaginazione ed è nuova bufera sul governo cinque stelle di Guidonia Montecelio. Sul tavolo ci sono le dimissioni dell’assessore alle Risorse umane Adriana Calì formalizzate oggi ma non dalla diretta interessata. Il sindaco Michel Barbet ha cioè dato indicazione di far protocollare una lettera della Calì che risale a una settimana fa: un’azione pesante, considerando che il primo cittadino avrebbe potuto toglierle la delega per interrompere i rapporti, e invece ha scelto di formalizzare la lettera della Calì a sua insaputa mentre è in malattia. Non solo: la Calì aveva deciso di restare dopo una serie di confronti politici. La vicenda è così scottante che vale la pena ripercorrerla passo dopo passo. 

Lo scontro, la lettera del 19 e la settimana di trattative. La maggioranza sta quasi tutta con lei

L’assessore gestisce un settore delicato, il personale: denuncia un metodo che sembra prendere sempre più piedi in Comune, un gruppo ristretto tra politici e burocrazia decidono tutto, anche sulla testa degli assessori. Così sull’ultima goccia di un vaso già colmo, 46 lettere ai dipendenti inviate senza il coinvolgimento dell’assessore al personale, la Calì reagisce duramente. Prepara una lettera in cui annuncia le dimissioni e non risparmia di evidenziare le criticità dei processi decisionali in Comune. Questo accade il 19 novembre. La lettera inviata al sindaco, per un problema tecnico però non diventa mai ufficiale, nel senso che non passa dal protocollo, condizione appunto per esserlo. A quel punto accadono due cose: la Calì intanto è fuori Palazzo perché in malattia, e come normale si avvia i rendez vous politici per venire a capo dell’ennesima crisi politica in una maggioranza già tartassata dalle fibrillazioni. Gran parte dei consiglieri si schiera con la Calì. La valutazione sul suo operato più che positivo, “è una davvero competente cominciamo a pensare che allora il problema sia il sindaco” ammette sconfortato un consigliere. D’altronde la Calì ha portato un risultato di tutto rispetto, ha recuperato 1 milione di euro di rimborsi che erano dovuti al Comune di Guidonia per i comandi. Un esempio delle azioni messe in campo, così il pressing anche della maggioranza va in una direzione precisa: tenerla. Eppure oggi precipita la situazione, la lettera che era stata congelata viene riportata al protocollo su volere del sindaco, da chi e come è da capire, ma il mandante politico è Barbet. Nelle stesse ore la Calì intanto invia una pec per dire al sindaco che è pronta a restare a disposizione della città”, la crisi era stata superata per l’assessore dai confronti di questi giorni. Ma a sua insaputa si era dimessa.

Parla la Calì: “Non mi sono dimessa io”

“Non è assolutamente vero che mi sono dimessa visto che sono ancora in malattia e solo domani rientrerò al lavoro.Non so come sia potuto accadere tutto questo visto che alle 17 e 10 di oggi ho comunicato, stavolta formalmente all’indirizzo pec del protocollo del Comune, una nota del tutto diversa, frutto degli incontri avvenuti tra me, il sindaco e la maggioranza”. Il documento recita testuale: “Gentile Sindaco Barbet, a seguito degli incontri tenutisi in questi giorni con lei e con i membri della sua maggioranza le comunico la mia decisione di ritirare la precedente richiesta di dimissioni, richiesta non ancora formalizzata per un mero errore nella procedura di invio. In coerenza con i principi del Movimento 5 Stelle la priorità è quella di continuare a lavorare per i cittadini e per il bene della città. Affido alla sua decisione pertanto la mia permanenza o meno nella amministrazione”.

“Chi ha protocollato cosa”

La Calì è sconcertata dalle azioni intraprese dal sindaco: “Poiché non ho ricevuto alcuna comunicazione ufficiale da parte del sindaco riguardo l’avvenuta formalizzazione delle mie dimissioni, né tantomeno sulle modalità – chi ha protocollato cosa? Perché non ho ricevuto nessuna comunicazione in merito? – vorrei si facesse chiarezza definitivamente sulla questione. I fatti nudi e crudi sono i seguenti: lo scorso 19 novembre io ho inviato una mail che non è andata a buon fine e non è mai arrivata al protocollo del Comune. Tale fatto è stato preso come spunto di approfondimento interno per rivedere posizioni e azioni. Per tale motivo avevo preso in considerazione il ritiro delle dimissioni e affidato tutto alla decisione del sindaco”. Ci sono le condizioni perché il ciclone da stasera arrivi dritto al consiglio comunale di venerdì pomeriggio.

Gea Petrini