Aveva subito le botte del compagno anche mentre era in attesa del secondo figlio e successivamente persino nella casa famiglia, dove era stata collocata con i bimbi, lui non ha esitato a sbatterla al muro e a strattonarla durante gli incontri protetti davanti alle operatrici e ai piccoli. Dopo tre anni di violenze e aggressioni di ogni tipo, in gran parte non denunciate per paura, il compagno 29enne è stato arrestato dai poliziotti del commissariato di Tivoli, diretto da Paola Di Corpo, in  esecuzione di un ordine di custodia cautelare in carcere emesso dal giudice del tribunale  di Tivoli per maltrattamenti e lesioni personali  gravi ai danni della donna. Un altro uomo violento finito in carcere dopo le indagini dei poliziotti del pool antiviolenza guidati dall’ispettore superiore Davide Sinibaldi, su coordinamento della procura di Tivoli. In una prima querela sporta nel 2016 la vittima aveva raccontato la vita a base di continue aggressioni che doveva subire, in parte scatenata dal fatto che l’uomo non accettasse che la donna avesse avuto in passato una  precedente  relazione sentimentale. Anche i genitori di lei hanno denunciato l’uomo che, in diverse occasioni, li aveva insultati, pedinati e minacciati di morte, fino ad arrivare a picchiare anche il suocero causandogli lesioni guaribili in 15 giorni.

Violenza senza fine. Gli atteggiamenti brutali nei confronti della donna non sono mai cessati e, durante l’ennesima discussione, l’ha colpita con un forte pugno al volto nonostante fosse incinta del secondo figlio, costringendola così a ricorrere alle cure del pronto soccorso.Da qui l’accoglienza, insieme ai figli, in una struttura protetta, in carico al servizio sociale del Comune. Con lui rimanevano solo gli incontri protetti, regolamentati dal tribunale per i minorenni anche per favorire un oercorso di riavvicinamento al fine di valutare la capacità genitoriale in un centro famiglia. Proprio durante uno delle visite ai figli, avvenuto all’interno di una struttura protetta  e  alla  presenza delle educatrici, lui non ha esitato ad aggredire la compagna, strattonata e sbattuta violentemente contro il muro, nonostante la presenza dei bambini.

Il silenzio e la paura. Benché le gravi violenze nei suoi confronti continuassero, la donna, per paura di incidere sulla futura decisione di affidamento da parte del tribunale per i minorenni, suvvia in silenzio e non denunciava. Fino a che ha temuto per la sua vita dopo essere stata di nuovo costretta alle cure mediche del pronto soccorso dell’ospedale per le conseguenze  di calci e pugni. Ha sporto denuncia. 

Le prove. Il quadro probatorio accertato ha evidenziato “una indiscutibile condizione di reiterata violenza psicologica e fisica alla quale la parte lesa è stata permanentemente esposta a causa  della condotta violenta posta in essere dall’uomo”. Per questo motivo è stata emessa dal giudice del tribunale di  Tivoli  la  misura  cautelare  della  custodia  in  carcere e pertanto,  una volta rintracciato, il 29enne è stato portato nel carcere di Rebibbia. RedCro