L’accordo sarebbe stato raggiunto: 500mila euro al Consorzio Inviolata per chiudere una volta per tutte la partita della Collina del Sole. E’ l’esito della transazione che approda domani in consiglio a Guidonia Montecelio, dopo tre anni dalla sentenza definitiva dei giudici amministrativi che hanno imposto al Comune di rimuovere le tubazioni delle fogne dai terreni del Consorzio, che vede tra gli altri anche l’imprenditore Paolo Morelli. Da una parte Morelli, insomma, e dall’altra Bartolomeo Terranova, visto che la fogna in questione è quella che serve il comprensorio residenziale della Collina del Sole, meglio conosciuta nelle stanze del palazzo di Guidonia, come la Pizzarotti. Il Comune ai tempi di Eligio Rubeis ha fatto passare il collettore fognario sui terreni del Consorzio con una procedura contestata dai proprietari dei terreni, i ricorrenti, invece di far costruire il depuratore interno alla lottizzazione alla società di Terranova, come previsto. Una scelta bocciata a più riprese sul piano legale, sia per il cosa che per il come, viene da dire, visto che Rubeis tra l’altro è stato ripreso per il suo conflitto d’interessi considerati i rapporti lavorativi che aveva avuto in precedenza con Terranova. Insomma, una vicenda complicata che si è cristallizzata in uno stallo: la sentenza dei giudici che obbliga il Comune a ripristinare lo stato dei luoghi, prima cioè dell’esproprio illegittimo, rimuovendo la fogna, e dall’altra più di 400 famiglie che vivono oggi alla Collina del Sole, alle quali non possono essere tolti i servizi. L’amministrazione cinque stelle, dopo due anni di fermo, e di interessi pagati ai ricorrenti, ha prodotto a questo punto una soluzione. La transazione di cui si saprà meglio nel consiglio di domani, prevede che il Comune paghi 500mila euro al Consorzio di Morelli più altri, a fronte dell’esproprio avvenuto. Un accordo considerato conveniente per il Comune visto che la spesa per togliere di mezzo la fogna che passa dai terreni sarebbe intorno ai 600mila euro, più quello che serve per trovare nuovi passaggi e procedere con i relativi espropri: una stima totale di 2 milioni e 200mila euro. Si metterà finalmente la parola fine alla contesa? Intanto si sanno anche i tempi per il pagamento da parte del Comune: 50mila euro subito e 450mila nel 2020. Quello che non si sa, invece, è se nell’opposizione qualcuno non alzerà la mano per approvare.

Gea Petrini