In tandem parlano le due consigliere, una comunale, l’altra regionale, stessa casa, quella della Lega. Arianna Cacioni e Laura Corrotti accendono i riflettori sul mai risolto caso del campo rom di Albuccione, dove la situazione – spiegano – è ai limiti dell’emergenza sanitaria e ancora non si vede uno straccio di ordinanza di sgombero. Così Corrotti ha preparato una interrogazione regionale. “Sono anni che nel Comune di Guidonia è presente sui terreni dell’ex Pio Istituto Santo Spirito, a ridosso della scuola Albuccione, un campo nomadi abusivo. La presenza di tale campo ha creato notevoli problemi in questi anni portando la popolazione a protestare più volte, in particolare per il continuo verificarsi di diversi furti nell’Istituto, dove sono spariti gli ultimi pc che a fatica erano stati rimpiazzati dopo precedenti raid.Per lo stesso campo nomadi in questione l’Asl Rm 5 si è trovata per anni a stanziare decine di migliaia di euro per bonificare l’area invasa da grandi quantità di rifiuti speciali e non, oltre alla conseguente messa in sicurezza della stessa area che nel tempo ha visto la nascita, la crescita e il proliferare a causa del malcostume di alcune persone di una montagna di rifiuti di ogni genere potenzialmente dannosa per l’ambiente e le persone, nonché potenzialmente ricadente nella fattispecie dell’abbandono illegale dei rifiuti ordinari e speciali. Andando di conseguenza a compromettere anche la situazione igienica degli acquedotti nelle sei adduttrici idriche denominate Sifoni ex Acqua Marcia”.

Insomma attaccano le consigliere, non c’è solo nodo sicurezza. “Abbiamo depositato in Regione Lazio un’interrogazione regionale indirizzata al presidente Zingaretti e all’assessore competente per sapere quali azioni la Regione intende intraprendere per permettere di investire i capitali impegnati in questi anni per lo smaltimento di rifiuti prodotti da un campo rom abusivo in modo costruttivo e più efficiente per la sanità del Lazio contribuendo a rispondere alle esigenze del territorio, considerando anche la mancanza di presidi di primo soccorso nel Comune di Guidonia Montecelio e le conclamata situazione emergenziale in termini di personale e dotazione che affligge il più prossimo Ospedale di Tivoli, il S. Giovanni Evangelista”.