La mozione presentata in aula la scorsa settimana dalla Lega è solo il primo passo di una battaglia che si preannuncia lunga e che oggi finirà all’attenzione della Commissione Urbanistica con l’Assessore del settore, Gianni Innocenti, e la delegata del Sindaco sulla materia, l’ex Assessore all’Ambiente Maria Ioannilli. Parliamo del “caso Stacchini”, l’ex polverificio che si trova alle porte del quartiere di Tivoli Terme, diventato un problema a quanto pare insormontabile tanto per i governi del passato tanto per quelli del presente. L’incendio scoppiato nelle scorse settimane sui terreni ancora in attesa di bonifica, che per anni hanno ospitato una delle baraccopoli più grandi del quadrante ripetutamente sgomberata, ha dunque riacceso la polemica dentro e fuori dall’aula consigliare: “Ancora una volta si è sfiorata la tragedia. Fino ad oggi solo la dea bendata ha evitato la catastrofe ambientale. L’Amministrazione comunale, invece, dimostra ancora una volta di saper giocare solo allo scaricabarile e di imbastire procedure amministrative da dare in pasto all’opinione pubblica spacciandole per soluzioni concrete”, tuonano in una nota i leghisti Andrea Napoleoni, Vincenzo Tropiano e Massimiliano Asquini insieme al consigliere di Amore per Tivoli, Giorgio Ricci. “Le ordinanze relative alla bonifica del sito emesse dall’attuale Sindaco sin dal 2015 sono la classica foglia di fico e sono servite solo a tacitare i cittadini di Tivoli Terme e Villalba ma, contrariamente a quanto asserito dal Primo Cittadino, non hanno sortito alcun effetto visto che rifiuti non sono stati rimossi dal sito -. E continuano – Realisticamente non possiamo neanche pensare che lo facciano i proprietari attuali poiché i costi sono ingentissimi e, senza voler fare i conti in tasca a nessuno, sfido chiunque ad investire centinaia e centinaia di migliaia di euro senza una seria prospettiva di sviluppo dell’area che dipende, inevitabilmente, dalle scelte politiche dell’amministrazione comunale tiburtina”. La soluzione, secondo i quattro però ci sarebbe: quella di far intervenire direttamente il Ministero dell’Ambiente e la Regione Lazio insieme al Genio Militare, un’azione congiunta validata dal già Questore di Polizia Fabrizio Gallotti, che ha contribuito alla stesura del documento portato all’attenzione del parlamentino e che seguì gli sgomberi del 2011 e del 2015 in prima persona.C’è da giurare che l’aria domani in Piazza del Governo numero 1 sarà decisamente incandescente.