Davide Russo è salvo, resta saldo sulla poltrona di vicesindaco di Guidonia Montecelio, la maggioranza boccia la mozione dell’opposizione mirata a rimuoverlo per il doppio incarico visto che è consigliere comunale in Sicilia. I cinque stelle resistono alle fibrillazioni con 12 voti contrari, mentre 9 sono stati a favore appunto dai banchi della minoranza. Eppure i pentastellati ne escono a pezzi visto che per la prima volta si spaccano in aula: i tre dissidenti Angelo Mortellaro, Claudio Zarro e Laura Santoni infatti si astengono. La platea pullula, tutti sono in attesa per capire cosa accadrà quando la crisi dei cinque stelle intorno all’accusata incompatibilità di Russo, esploderà come un problema politico ben al di là delle questioni tecniche. Pareri, sentenze, a giugno Russo dopo aver accettato formalmente l’incarico a Bronte, firma a Guidonia il foglio con cui garantisce la permanenza dei requisiti di assessore. E non avrebbe dovuto, tuona la consigliera di FdI Giovanna Ammaturo che con l’impeto solito legge la mozione firmata insieme a Arianna Cacioni, la leghista però arriverà solo dopo, in un consiglio comunale fiume che dura fino a tarda sera. Già prima dell’apertura della discussione sul punto, gli animi si scaldano. Emanuele Di Silvio dai banchi del Pd guarda dritto Zarro. Il consigliere cinque stelle ha criticato pubblicamente il cumulo di cariche di Russo, chiedendone le dimissioni. “Se vuole fare opposizione venga da questa parte, altrimenti basta giocare per alzare il prezzo qui e altrove”, gli grida il democratico, l’altro risponde, “le minacce non me le devi fare”.

Il dibattito tra attacchi e polemiche

In questo clima Ammaturo inizia a menare fendenti a Russo, poi è il turno del civico Mauro De Santis, “non ha fatto un buon servizio al sindaco, perché lei deve avere la fiducia del sindaco, ma Barbet quella di questa Aula” e applausi dalla platea. “Per noi il nodo non è incarico sì o no”, esordisce Paola De Dominicis capogruppo del Pd, “ma che Russo abbia mentito alla sua maggioranza, ai consiglieri di opposizione. Il 20 giugno ha firmato di non avere incompatibilità ed era già consigliere a Bronte. Non mi aspetto che lei si dimetta ma che i consiglieri cinque stelle siano coerenti”. La linea del Pd è di insistere sugli aspetti politici, lo rimarca Mario Lomuscio: “Il dato oggi non è normativo o giurisprudenziale, ma politico. Davanti a noi c’è una maggioranza sgretolata nella sfiducia”. E attacca Barbet “che non prende posizione veramente di fronte a una crisi politica”, con la chiosa: “Sulla trasparenza avete tradito Guidonia”. Si accende il microfono di Claudio Caruso, il consigliere cinque stelle è l’ariete del movimento in questa battaglia complicata, viste le voci critiche in casa. “Russo sta lavorando onestamente, quando è diventato consigliere a Bronte non ha festeggiato a caviale e champagne. A Barbet chiedo di non cedere ai ricatti – dice rivolgendosi ai dissidenti – qualcuno si è prestato ai giochi di palazzo per indebolirti”. E poi ricorda i precedenti, Rita Salomone consigliere a Guidonia e assessore a Fonte Nuova, “ma vi andava bene perché era vostra amica di partito” e Federico Pietropaoli sdoppiato tra Guidonia e Castel Madama. Tocca a Di Silvio: “Per me Russo non è incompatibile ma c’è il nodo della trasparenza e dell’inopportunità politica”. Ammaturo li squadra i consiglieri seduti di fronte, “c’è una legalità ondivaga” e accusa Russo “di arroganza del potere” perché tanto impegnato a Bronte sul cimitero “e qui trecento salme aspettano la sepoltura”, e gli fa l’elenco delle mancanze a Guidonia. Il democratico Guglielmo ricorda che “ci sono altre sedi che devono dirimere l’incompatibilità ma questa situazione l’ha creata il sindaco, quando ha deciso di farsi commissariare da Roma. Barbet non può togliergli la delega a Russo perché non decide il sindaco, decide Roma”. Un tema che il civico Mario Valeri ha battuto più volte, “Guidonia è stata colonizzata”. 

I dissidenti si astengono

Si accende il microfono di Zarro, annuncia l’astensione in difformità con il gruppo cinque stelle: “In questa votazione io mi asterrò. La prerogativa sul conferimento delle deleghe ad un assessore è prettamente di scelta del sindaco. Ed è a lui e alla mia maggioranza che mi sono rivolto e mi rivolgo, con ciò che già sanno”. E continua: “Credo che la cosa sia prettamente politica. Non ho nulla nei confronti della persona richiamata nella mozione, e credo che su determinati temi si siano anche portate avanti buone dinamiche. Su determinate, così come su altre ho sempre chiesto un cambio di passo. Per me il problema è del tutto interno al Movimento”. Il nodo sono “i valori, il fatto di poter stare dentro un gruppo senza doversi esporre agli occhi della cittadinanza non essendo coerenti con il cumulo di cariche. Avrei voluto che questa mozione fosse decaduta ed il mio sindaco si fosse mosso antecedentemente a questa discussione. Non è avvenuto e ne prendo atto, così come spero che sollevare la dialettica all’interno del Movimento non sia un problema”. Anche il presidente del consiglio comunale Mortellaro, impeccabile nella gestione dell’Aula, si astiene, e così Laura Santoni. “Per mia totale responsabilità, in coerenza con quanto detto nelle riunioni di maggioranza, portato fuori da quelle sedi da persone irresponsabili, dichiaro l’astensione”. Tant’è. Finita qui? Difficile dirlo. Vista anche l’uscita dall’aula di Claudio Caruso per i brusii e le rimostranze della maggioranza a ogni suo intervento. Chissà che si stia aprendo un altro fronte di crisi.