di Gea Petrini

Claudio Caruso è reduce da un consiglio comunale a Guidonia Montecelio durato fino a sera, ha svolto il ruolo di ariete nello scontro con l’opposizione. Si è pentito di come ha gestito i suoi interventi in aula?

Ci sono stati toni accesi, è vero, questo per l’amicizia che mi lega al vicesindaco Davide Russo e il rispetto politico che nutro nei suoi confronti. Ha subito attacchi sterili anche dai dissidenti sulla questione del doppio incarico a Guidonia e in Sicilia da consigliere, Russo è venuto in riunione di maggioranza scusandosi perché forse aveva sottovalutato la questione. Mi infervoro perché se noi cinque stelle non guardiamo al lavoro portato avanti fino ad oggi, allora si perde tutto. Quindi posso scusarmi dei toni ma è la voglia di far capire che vogliamo solo il bene della città.

Diciamoci la verità. L’attesa per il consiglio non era tanto sulla sorte politica di Russo, quando sul comportamento della maggioranza che per la prima volta è arrivata in aula tra palesi divisioni. Tre di voi, il presidente Mortellaro, la Santoni e Zarro si sono astenuti sulla mozione dell’opposizione. Che pensa di quel voto?

La caratteristica dell’amministrazione era il nostro essere granitici. Bene, e adesso tiriamo le somme: la Santoni nei mesi scorsi per due volte è uscita dall’aula al momento del voto, e ieri le astensioni. E’ intollerabile, ci sono riunioni dove parlare e mettere punti. Quella di ieri non era una sfiducia a Russo ma al sindaco Barbet. Credo allora ci sia qualcosa di fondo e non tollero più che il movimento cinque stelle abbia al suo interno chi si astiene.

Quindi?

Visto che non escono, chiederò formalmente un passo indietro: devono lasciare i loro incarichi in amministrazione.

Capiamo bene, dice quindi che Mortellaro deve dimettersi da presidente del consiglio, la Santoni da sua vice e Zarro da presidente di commissione?

Sì perché deve esserci rispetto politico. Lo voglio dire in maniera chiara: chi non ha fiducia nel sindaco Barbet, non ha la mia fiducia.

E’ una sua posizione o altri consiglieri la condividono?

Parlo per me, sono distrutto nel vedere la piega che stanno prendendo le cose, e le conseguenze ci devono essere. La mia proposta è la rotazione generale, da presidente del consiglio a quello di commissione.

Anche il capogruppo?

No, Giuliano è il collante della maggioranza.

Senta in aula è protagonista di duelli di fuoco con Emanuele Di Silvio. Da che nasce tutta questa tensione?

Di Silvio se la prende sul personale senza che lo sia. Il fatto che in campagna elettorale il Pd andava in giro l’ex assessore di Rubeis, Adriano Mazza, è un fatto politico, che sia suo suocero a me non importa nulla. L’attacco è politico, perché quando il Pd ci dice che stiamo portando avanti solo le cose di Rubeis, rispondo così, non possono parlare.

Ieri sera a un certo punto è uscito dall’aula, sembravano esserci fibrillazioni tra lei e la maggioranza.

Era un mio momento di tensione, sono uscito per calmarmi.

E perché?

Sono stato il parafulmine per l’intera seduta di consiglio, è stato un momento forte, avevo bisogno di tranquillità.