Nonostante le rassicurazioni del sindaco Riccardo Varone, il comitato Stop 5G e l’associazione Cittadini per Fonte Nuova è Nostra chiedono a gran voce un’ordinanza per interrompere i lavori di installazione dell’antenna 5G a Monterotondo, in attesa di un parere del Sistema Sanitario Nazionale che ancora non si è pronunciato sulle conseguenze sulla salute pubblica per questa tecnologia. Donatella Ibba, ex assessore all’Ambiente a Fonte Nuova e presidente dell’associazione di cittadini, contesta l’attendibilità dei rilievi effettuati. “Arpa ha rilevato lo stato odierno di singoli luoghi, ma poi quali sono le analisi più approfondite e chi e come le farà? Si chiuderanno le stalle quando i buoi saranno fuggiti? Questo vale per tutti i comuni e non solo per Monterotondo – ha dichiarato Ibba –. Oltre Bruxelles, la Svizzera e svariate città degli Usa ora siamo a 70 comuni italiani che hanno detto stop al 5G per il principio di precauzione, visto che ancora il procedimento è del tutto sperimentale – difatti verrà attivato nel 2022 – e il Sistema Sanitario Nazionale non ha dato alcun parere sull’incidenza sulla salute pubblica di tale nuovo sistema wireless termodinamico, parere che è appunto obbligatorio ai sensi della L. 833 del 23.12.78”.

L’ex assessore si rivolge poi direttamente al primo cittadino eretino chiedendo nuovamente un’ordinanza per bloccare l’installazione dell’antenna. “Sindaco Riccardo Varone, tu sei una persona accorta e le ricadute di questo sistema sulla salute pubblica, di cui sei unico responsabile per Monterotondo, non sono assolutamente da sottovalutare – continua Ibba –. Il nesso causale di certe pericolosità potrebbe non essere noto per anni, come accaduto in altre situazioni differenti (vedi antenne di Radio Vaticana e le leucemie infantili di Cesano), ma già oggi basta andare sul web per trovare una marea di pareri contro al 5G per presunto danno sanitario, come per esempio Istituto Ramazzini, Medici Isde, il Prof. Lennard Hardell, lo Scheer della Ue, Icnirp, Prof. Martin Pall e altri. Sistemare le gravi incertezze è facile, basta una ordinanza che per il principio di precauzione subordini il sistema 5G ad una moratoria fino a che il Ssn non si sia preso la sua responsabilità di asserire che tale sistema non fa danno alla salute, come stanno facendo i sindaci che prendono informazione e coscienza”.

Emanuele Del Baglivo