Il voto in Umbria accende lo scontro anche a Guidonia Montecelio, il risultato che ha visto la stra-vittoria della Lega con la sconfitta dell’alleanza Pd-cinque stelle anima la partita in casa pentastellata in una fase già concitata. Il duello a distanza è tra il deputato Sebastiano Cubeddu e il consigliere Claudio Zarro. Il presidente della commissione commercio che è protagonista della crisi interna all’amministrazione di Guidonia sul caso del doppio incarico di Davide Russo, attacca Cubeddu per le scelte del movimento a braccetto con il Pd e l’analisi della prova umbra. Tutto parte da un post del deputato pubblicato sulla pagina facebook, c’è la foto di una grande aquila e un lungo scritto in cui Cubeddu alla vigilia del voto regionale in Umbria risponde alla critiche interne e a quelle pronte ad arrivare utilizzando la metafora. Il movimento cinque stelle per lui è così, “in volo”, nonostante le difficoltà – questa è la tesi – i risultati ottenuti al governo del Paese sono tali da dare spinta ancora al movimento. “Cos’è oggi il M5S? Si potrebbe, forse, paragonarlo a cinque stelle cadenti come vorrebbero i più critici (maggiormente interni), sostenuti se non incentivati dai media e da alcuni pretesi intellettuali di turno – scrive Cubeddu – facile no? A buttar giù si fa meno fatica piuttosto che ad edificare! Molti lamentano una perdita di identità; altri si concentrano sul chi eravamo e su cosa abbiamo perso, anche in termini di percentuale di voto. Io al voto preferisco il volo, quanto più Alto sia possibile. E se qualcuno volesse esprimere un’opinione sul volo intrapreso oggi dal M5S rispetto a quello di ieri, pensi con lo stesso mio battito cardiaco che “Il volo di una rondine è diventato quello di un’aquila per raggiungere le vette più alte”.

Gli esiti delle urne sono catastrofiche per il movimento che scende al 7%. Zarro torna ad attaccare i metodi: “Troppo facile bollare come tale una decisione presa da un uomo solo al comando e avallata poi su Rousseau da tutti gli iscritti in Italia. A proposito, perché rivolgersi a tutti gli iscritti e non solo agli attivisti umbri su cosa si doveva decidere per l’Umbria visto che ci siamo alleati proprio con il partito degli scandali sanitari in quella regione? Forse chissà, perché l’esito sarebbe stato diverso”. E il consigliere lancia bordate a Cubeddu: “A chi parlava di aquila che si innalza in volo, io vedo invece solo un sonoro schianto a terra. Il 7,4% tale è uno schianto madornale.
Mandato zero, alleanza con liste civiche, possibilità per i portavoce di candidarsi in altri ruoli anche durante l’espletamento del proprio mandato. Ecco dove ci hanno portato queste scelte scellerate. E la chiamano la terza via. Forse è il caso di farsi un bel bagno di umiltà e di tornare ad ascoltare gli attivisti”. E tutto alla viglia del consiglio comunale, il primo con la crisi a cinque stelle: le divisioni d’altronde ci sono anche su quel fronte, Cubeddu oltre ad essere stato un sostenitore del governo nazionale con il Pd, è a difesa di Russo che Zarro vuole invece veder fuori dalla Giunta.

Gea Petrini