Sezionavano costose macchine rubate all’interno di una carrozzeria-laboratorio di Capena. Ieri i carabinieri della compagnia di Monterotondo, a chiusura di una articolata indagine diretta dalla procura di Tivoli, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, due in carcere e uno agli arresti domiciliari, per tre indagati, ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzati alla ricettazione e al riciclaggio di auto di lusso. 

Il provvedimento parte da due arresti eseguiti dagli investigatori dell’Arma di Capena il 3 aprile scorso: due cittadini extracomunitari furono  a smontare due veicoli rubati all’interno di un capannone di via Le Cese. Le successive indagini hanno dimostrato come l’operazione non avesse fermato l’attività illecita: l’esecuzione di una ulteriore perquisizione nello stesso luogo  un mese dopo, infatti, ha permesso di sequestrare altro materiale provento di furto: tre veicoli rubati, 29 blocchi motore appartenenti ad altrettante autovetture provento di furti eseguiti tra il marzo e l’aprile 2019, altri materiali come targhe, carte di circolazione e telecomandi, anch’essi di provenienza furtiva, e attrezzatura professionale per lo smontaggio di veicoli.

Nella ricostruzione degli investigatori oltre al capo dell’associazione per delinquere, un  59enne di Capena proprietario, risulta coinvolto nell’organizzazione anche un 41enne titolare di un’autodemolizione posta sotto sequestro ad aprile. In particolare si è accertato che decine di autovetture, subito dopo essere state arraffate, venivano cannibalizzate presso l’autodemolizione e il capannone, distanti appena 1 chilometro uno dall’altro, dove una manodopera specializzata, costituita per lo più da extracomunitari (sfruttati nello svolgere l’attività illecita), smontava ed eliminava le targhe originarie e gli altri dati identificativi, per dissimularne l’origine illecita. Le indagini hanno dimostrato come membro stabile dell’associazione, anche se con ruolo secondario,  sia anche un 42enne nigeriano, il quale lavorava nell’autodemolizione da circa 10 anni. Tra marzo e maggio scorsi erano stati in grado di cannibalizzare almeno 32 veicoli di recente produzione e di rilevante valore commerciale (tra cui BMW, Audi, Mercedes) provento di furti eseguiti quasi esclusivamente a Roma nelle settimane immediatamente anteriori. In pratica, un veicolo al giorno veniva avviato al riciclaggio subito dopo esser stato rubato, verosimilmente a seguito di “ricerche” mirate sul territorio della Capitale. 

Ancora una volta, l’impegno delle forze dell’ordine, coordinate della procura della Repubblica di Tivoli, ha consentito di intervenire su un pericoloso sistema criminale, che si sviluppa da Roma alla provincia, con l’arresto di tre persone per le quali il gip ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza in ordine ai reati contestati, sottolineando “l’effettiva dimensione dell’impresa criminale desumibile dalla stabilità e continuità temporale dell’attività materiale di riciclaggio e dallo stretto collegamento tra essa e i reati-presupposto”. RedCro