Il dibattito che si è aperto nel Pd non potrà essere ignorato. La scissione di Matteo Renzi che vola sulle ali di Italia Viva ha generato nei territori un movimento incessante trattenuto nel sottobosco per questioni tattiche e di tempistiche. Si parla proprio di Guidonia Montecelio, il caso è esemplare. Così se i civici di Aldo Cerroni hanno lanciato l’Opa sulla formazione appena nata, nelle stanze democratiche c’è stata la prima fuoriuscita ufficiale. Mirko Sotorino, ex vice segretario del partito, si ritroverà alla Leopolda con Cerroni, anche se i rapporti sono intrecciati già da un po’. Ma non sarà il solo a passare con i renziani, tutto è capire quando, ma ci sono incontri e posizionamenti di alfieri. E allora il Pd? Giusto per citare un tormentone del web, chi resta lo fa con convinzione ma nella consapevolezza di dover cambiare tutto o quasi. Le liti continue, l’assenza di azione politica: per uscirne “serve il commissariamento del partito a Guidonia e una nuova costituente”. E’ Luca Pucillo, iscritto e presidente dell’associazione Diritti Civili, a lanciare sul tavolo un messaggio very hot per le dinamiche democratiche.

“In queste settimane di politica turbolenta ho notato che a livello nazionale, quanto a livello locale, tutti hanno bisogno di sottolineare il posto in cui sono o in cui pensano di andare. La scissione di Renzi ha colpito tutti a Guidonia e inizia la conta – dice Pucillo – lo strabismo di alcuni consiglieri comunali si è accentuato, spesso hanno un occhio che guarda al Pd e una storia legata al renzismo, oppure sono di centro fino al midollo ma ostentano sicurezza nel rimanere dove sono, anche se hanno fatto alleanze con personaggi di centro-destra. Questi strabismi tutti guidoniani stanno diventando palesi in questi giorni con, ad esempio, l’ultima spaccatura tra i consiglieri comunali che ha attirato le saette, tardive, del segretario provinciale del Pd”.

Pucillo non fa sconti a Sotorino, “figure dirigenti del partito da piú di dieci anni si sentono tutte ad un tratto renziane e abbandonano la barca”, ma nemmeno agli eletti come Simone Guglielmo, “consiglieri comunali con il treno pagato per la Leopolda che dichiarano di non sapere cosa fare: vado o non vado? Ormai ho il biglietto pagato. Personaggi alla finestra che aspettano il da farsi, sperando che passi il carro del vincitore per saltarci su al momento giusto”. E c’è poi il partito assente in città, “Tutto ció condito dall’incosistenza drammatica di un segretario cittadino desaparecido” attacca Pucillo riferendosi a Marcello Manni. “Io vorrei essere chiaro, l’addio di Renzi ha fratturato il partito, chi rimane sa di appartenere ad un partito di massa di sinistra con tutto quello che comporta. Chi va via sa di trovare la politica dell’opportunismo, quella che crea geometrie variabili in campagna elettorale e svende la propria natura per agganciarsi anche a liste di destra con un solo orizzonte in mente: purché si vinca. Io in questo partito di sinistra ci resto e mi rincuora che alcune figure si sentino tentate di uscire ed escano, il partito di sinistra non è posto adatto a loro. La mia speranza per il partito di Guidonia è un commissariamento da parte degli organi provinciali e una nuova costituente che metta vera benzina nel partito di Guidonia. Io rimango e ci sono, come ragazzo, come gay, come uomo di sinistra, come persona che non vede i sindacati come nemici, come riformista e progressista”. geape.

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