La scossa dell’autunno politico a Guidonia Montecelio si chiama Mirko Sotorino, l’ex vicesegretario cittadino, vicinissimo a Rita Salomone, lascia il Partito democratico per andare con Italia Viva di Renzi. Un vero colpo di scena considerando i movimenti sotto la superficie visibile che stanno interessando il nuovo soggetto di Renzi, e tanto più le dinamiche interne a un piddì sempre più diviso in città, prova del nove le recenti pesantissime stilettate tra i consiglieri comunali. L’uscita di Sotorino fa rumore eccome, è uno dei punti fermi del partito nonostante la giovane età, un preoccupante termometro per la dirigenza democrat. Le ragioni dell’addio d’altronde non sono edulcorate, ma avvengono nella difficoltà anche emotiva di una casa che Sotorino si lascia dietro le spalle, tra i venti di crisi e gli attacchi alla gestione del partito.

“Il partito sovracomunale impantana il Pd locale. L’unità? Parole al vento”

“Ho servito il partito democratico con orgoglio per oltre un decennio, in maniera costante, ricoprendo anche vari incarichi dirigenziali sotto ben 4 segretari. Nel Pd sono letteralmente cresciuto – scrive Sotorino nella lettera di dimissioni – assieme a molti altri amici e compagni, alcuni ancora in trincea ed altri, stanchi ed esausti dai metodi superiori, della macchina democratica, usciti, persi nel tempo, ma non da me dimenticati. Sfortunatamente, ricordo tutto, le critiche al potere democratico sovracomunale che impantana quello locale nell’immobilismo e in fine nell’oblio, gli appelli all’unità che nel momento del bisogno vero diventavano parole al vento”. Più chiaro di così, insomma, non si può. Il Pd stretto tra le correnti e gli arrivismi non funziona più.

“Logiche che avvelenano la comunità politica”

“Con dolore ricordo la sfiducia al primo segretario che abbia mai votato, Cristina Rossi, una donna forte e fantastica, silurata dal classico gioco di potere territoriale, ma all’epoca vivevo ancora troppo umanamente certe questioni, diciamo che il niente di personale sono solo politiche, non lo comprendevo. Da adolescente vedevo la politica come una partita a scacchi, in seguito compresi che a differenza degli scacchi, nei partiti rischi di essere mangiato dai tuoi stessi alfieri, è il gioco della politica, tutti abbiamo accettato le regole, ma se queste regole portano solo a sconfitte elettorali, ad isolare segretari per renderli inoffensivi e a continui scontri interni, mi domando, sono veramente utili? Dal nazionale, scendendo nel locale, ho avuto modo di comprendere il tipo di logiche usate, metodi che a breve termine funzionano – continua Sotorino – ma che poi si avvelenano da comunità di persone che idealmente ci sono e sono meravigliose, ma che vengono inquinate da qualcosa che è più grande di loro”.

“Voglio essere fedele alle mie idee non al partito”

Ecco perché l’adesione al Pd è ormai impossibile per Sotorino: “Più che al partito, alla soglia dei miei trenta anni, decido di essere fedele alle mie idee, alla mia cultura radicale, al mio modo libero e liberale di vedere la società. Per questi ed altri motivi, scelgo la via che mi è più vicina moralmente e che torna a stimolarmi quella passione tra troppo tempo svuotata da metodi e logiche che ti succhiano la linfa vitale, invece di donartela. Con il Pd ci sarà modo di confrontarci in futuro, creare programmi e iniziative assieme per il bene del territorio, lo faremo da buoni amici, da vecchi compagni e da bravi commilitoni nelle trincee della politica”.

Sotorino sceglie Renzi, e il ringraziamento a Rita Salomone

Lo stimolo a compiere il passo è arrivato dagli stravolgimenti nazionali, Sotorino scommette sulla sfida di Renzi. “Tutto ciò lo farò in una nuova casa, al fianco di vecchi e nuovi amici, sotto un nuovo simbolo che ancora non è nato ma che già mi ha conquistato a modo suo, tutto ciò lo farò in Italia Viva, che magari in futuro applicherà le stesse logiche e metodi, ma che per il momento è qualcosa di nuovo, stimolante, perché va costruito dalle fondamenta, non ho mani grandi per costruire, non ho la preparazione di tanti altri grandi politici del territorio, ma ho una passione e un ardore che possono farmi scalare montagne e grazie a chi mi ha cresciuto, fatto da nobile insegnante, nonché grande amica, non ho paura di affrontare giganti della politica, non temo gli attacchi o le sfide, non temo il futuro, perché mi ha insegnato a capire gli sguardi, a leggere tra le righe, a stare sotto botta a denti stretti, insegnamenti che mi hanno sicuramente aiutato tanto nella politica quanto nella vita privata”. Il riferimento che fa Sotorino è alla Salomone: “Datemi un megafono e una bandiera, tanto mi basta per fare politica, questo è l’insegnamento madre che Rita mi ha donato e su queste note vi dico: sono un ragazzo che conosce fin troppo bene il termine ristrettezze, ergo non necessito neanche di megafoni o bandiere, datemi un progetto stimolante e vi darò un partito locale interessante”. E a quanto pare i renziani stanno credendo in lui, ci sono da capire gli effetti a catena. geape.