Fuga dalla Lega di Guidonia Montecelio, almeno a sentire Christian Lang, il partito ha tradito la sua vocazione, non è un luogo dove regna la meritocrazia ma altre logiche. Così il giovane Lang ha mollato la casa di Salvini insieme a altri quindici militanti, una scelta formalizzata già un mese fa con vicesegretario Andrea Crippa e con il coordinatore regionale Marco Pietrandrea. “Dopo oltre due anni di militanza ho compreso che la Lega è tutto tranne ciò che ho sempre idealizzato. Mi sono candidato nel 2017 a Guidonia, prima ancora di prendere la maturità, ponendomi al quarto posto con sei volte i voti presi dal partito al Senato l’anno prima. Ho creato un gruppo giovani, ho fatto vita di partito e la campagna elettorale. Era stato il decisionismo di Salvini, l’incontro con esponenti locali della prima ora,  avveduti e lungimiranti,  a convincermi. Purtroppo prima delle Europee la melodia si è interrotta”. Un partito nel quale sono cambiati gli assetti, con la fuoriuscita di Giovanna Ammaturo dopo lo scontro di fuoco per l’ingresso del gruppo di Alessandro Messa. Non fa riferimenti diretti ma di sicuro Lang punta il dito contro la nuova Lega dove non si riconoscono meriti e capacità. C’è “solo accaparramento di nomine e di posizioni dominanti”. Dopo due anni di lavoro, sacrificio personale, i vertici avevano chiesto a Lang di entrare a far parte del coordinamento provinciale: “Una gratifica onorevole, adeguata e dovuta per il  rispetto della comunità locale che pure rappresenta la terza città del Lazio che non può essere tenuta fuori da organizzazioni sovracomunali. Ma d’improvviso l’incarico è stato dato a chi non aveva contribuito quanto noi. Davanti all’evidenza di tanti meriti sconosciuti a me ed a quindici amici, abbiamo preferito abbandonare. Tenetevi i nominati  e continuate a prendere a calci la meritocrazia. Ma senza di noi. Credo ancora di più nella politica fatta da persone che non hanno interessi personali da perseguire e amano il territorio, non lo usano”.