Scoppia un putiferio nel Pd per il documento bollente su conflitto d’interessi e assunzioni della gestione cinque stelle da inviare all’Anac. I consiglieri comunali si dissociano dalla capogruppo Paola De Dominicis, la sfiduciano di fatto: non condividono il contenuto del documento. Un colpo pesante alla democratica che ha sostenuto invece di agire con il sostegno di tutti. Non è così. Simone Guglielmo, Emanuele Di Silvio e Mario Lomuscio prendono le distanze dalla denuncia, relegando poi il passaggio all’anticorruzione come una mossa personale della collega. Tensione alle stelle, e una ricostruzione dei fatti che smentisce la versione della De Dominicis.

“Non esiste nessuna posizione ufficiale del gruppo consiliare del Partito Democratico sulla formalizzazione di note rivolte all’Ente e tantomeno esposti all’Autorità Nazionale Anticorruzione. Come gruppo – spiegano – abbiamo congiuntamente ritenuto necessario manifestare al Segretario Generale del comune le nostre perplessità sul percorso intrapreso da Barbet e la sua giunta su tali adempimenti. Di fronte alle delucidazioni  ricevute  dalla dottoressa Lardo e agli impegni da lei assunti in conformità con il suo ruolo, abbiamo deciso  di astenerci dall’assumere ulteriori iniziative rispetto ad iter sui quali continueremo a vigilare in ottemperanza alle nostre prerogative di consiglieri comunali”. Ecco che qui nascono i guai pesanti, i consiglieri sottolineano infatti di aver deciso, dopo il confronto con la Lardo, di non andare oltre, mentre la capogruppo ha formalizzato il documento rendendolo pubblico. “La consigliera De Dominicis – continuano – ha ritenuto invece necessario a titolo personale segnalare la vicenda all’Anac affinché ci fosse un supplemento di valutazione. Rientra ovviamente nelle facoltà di Paola De Dominicis, in qualità di consigliera comunale avviare qualsiasi tipo di azione politica o amministrativa e noi rispettiamo tale prerogativa e tale decisione sebbene difforme dalla nostra”. Non condividono i contenuti della denuncia e nemmeno il metodo, un caso che diventa più rovente del documento iniziale, almeno a vedere le conseguenze. La fase di unità del Pd avviata solo un paio di giorni fa si frantuma in mille pezzi, e viene da chiedersi ora cosa deciderà di fare la De Dominicis: si dimetterà da capogruppo?

Gea Petrini