Sabato di telefoni roventi nel Pd, la capogruppo Paola De Dominicis non ci sta a essere isolata dal blocco dei colleghi Simone Guglielmo, Emanuele Di Silvio e Maio Lomuscio. I tre consiglieri questa mattina hanno preso le distanze dal documento con il quale si denunciano presunte illegittimità nella gestione della macchina amministrativa guidata dai cinque stelle. Un conflitto d’interessi in un settore chiave tra un funzionario e il coniuge, le assunzioni di due dirigenti, il documento è stato preparato per l’Anticorruzione. Ma i consiglieri hanno smentito la capogruppo: non condividono la denuncia, sedata – è la ricostruzione – dal colloquio con il segretario generale del Comune dell’altro pomeriggio. Così, per farla breve, De Dominicis non avrebbe avuto l’autorizzazione a formalizzare il documento. Ma la democratica non si fa mettere all’angolo: “Il comunicato dei consiglieri del Pd non trova alcuna giustificazione. Il metodo è sempre lo stesso, probabilmente un capogruppo donna non è digeribile. Io continuo nel mio lavoro a difesa dei lavoratori del Comune e dei cittadini e soprattutto a difesa della legalità. Se i consiglieri ritengono di differenziarsi da una linea di legalità è leggittimo. Ritengo comunque sbagliato per un partito che alle ultime elezioni amministrative ha raccolto il peggiore risultato amministrativo della storia del Pd di Guidonia continuare a dividersi. Io continuerò a lavorare perché ci sia unità e combatterò contro ogni egoismo o interesse di parte”.