Si infiamma il caso 5G a Monterotondo e a Fonte Nuova. Riccardo Varone sospende il cantiere di installazione dell’antenna in via Guerrazzi, mentre a Santa Lucia il Tar dà il via libera all’impianto di Iliad, che vede accolto il proprio ricorso.

Varone blocca l’installazione

“Attivare un confronto con tutti gli enti pubblici preposti al fine di ricevere pareri qualificati riguardo le problematiche emerse, procedere ad effettuare monitoraggi e misure del fondo elettromagnetico sui luoghi sensibili del territorio comunale partendo proprio da via Guerrazzi e avviare l’iter per la redazione di un nuovo piano per la localizzazione delle antenne”. Questo è il piano della città eretina esposto in una nota del primo cittadino di Monterotondo in merito alla sospensione dei lavori di installazione dell’antenna 5G. Varone afferma anche che è stata accolta dall’Arpa la richiesta di attivare un tavolo tecnico di lavoro per lunedì 30 settembre. Inoltre, l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale procederà il prima possibile ad effettuare le misurazioni elettromagnetiche richieste, alla presenza dei tecnici comunali.  “Martedì primo ottobre – prosegue il sindaco – riceveremo in Comune i rappresentanti di una delle più importanti società italiane di consulenza per le pubbliche amministrazioni in materia di onde elettromagnetiche. Con loro ci confronteremo sullo studio di un piano di localizzazione antenne e sulla predisposizione di un nuovo regolamento comunale per gli impianti di telefonia mobile, considerato che quello del nostro Comune è stato superato dalla legge Gasparri, regolamento che sarà analizzato nelle varie Commissioni consiliari e poi presentato in Consiglio comunale”. Il nuovo regolamento sarà finalizzato a garantire il monitoraggio ambientale del territorio in modo da recepire i piani di sviluppo degli operatori telefonici e di dislocare antenne in punti prestabiliti e che comunque tengano conto dei luoghi valutati come sensibili.

Accolto il ricorso di Iliad, le reazioni a Fonte Nuova

A Santa Lucia via libera del Tar al 5G di Iliad. Il ricorso della compagnia francese è stato accolto dal tribunale amministrativo del Lazio. A nulla è valso il parere contrario espresso dall’ex giunta Cannella nel 2015. All’epoca l’assessore all’Ambiente Donatella Ibba aveva intrapreso il medesimo iter avviato in questi giorni da Riccardo Varone a Monterotondo: stop ai cantieri attraverso un’ordinanza e avvio dell’elaborazione di un regolamento per gli impianti di telefonia mobile e di un piano per la localizzazione delle antenne sul territorio comunale. Tuttavia, in questi anni il Comune di Fonte Nuova non ha completato il percorso iniziato da Ibba e ha lasciato scadere l’ordinanza di 4 anni fa. Oggi l’ex assessore, presidente dell’associazione Cittadini per Fonte Nuova è Nostra, con una pec richiede al sindaco Piero Presutti di attivarsi per ripristinare l’ordinanza del 2015 e dare il via a tutte quelle attività di prevenzione disattese in questi anni. “Chiediamo anche in nome e per conto del Comitato Cittadini di Fonte Nuova e degli interessi diffusi e di tutti i cittadini che la nostra associazione rappresenta – scrive Donatella Ibba – che, per il “principio di precauzione”, venga oggi riconfermato urgentemente con nuova ordinanza il contenuto dell’ordinanza del 2015 del tutto, affinché l’azione dei pubblici poteri si possa tradurre in una prevenzione anticipata rispetto al consolidamento delle necessarie preventive conoscenze scientifiche, anche in casi come questo di specie in cui i danni siano poco conosciuti o solo potenziali”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il capogruppo Pd Federico Del Baglivo che smorza i toni sul 5G, ma chiede all’amministrazione civica di svolgere tutte le verifiche del caso: “Il modo migliore per tranquillizzare la cittadinanza su queste antenne è spiegare quel che sta avvenendo e chiarire quel che si intende fare – ha dichiarato Del Baglivo –. Il 5G può essere una risorsa infrastrutturale per Fonte Nuova, ma bisogna verificare che non comporti alcun danno per gli abitanti di Santa Lucia, già pesantemente penalizzati dalla presenza della discarica dell’Inviolata”.