Il preludio del settembre politico è tutto un programma, il consiglio comunale di Guidonia Montecelio convocato il 26 agosto finisce in un nulla di fatto: l’assemblea non vota neanche un punto perché i cinque stelle abbandonano l’aula in blocco dopo ore di puro caos. I nervi sono tesi che di più non si può, sarà anche la partita nazionale che tiene inchiodati, certo è che l’intesa cinque stelle e piddì nella terza città del Lazio appare impossibile a vedere il livello di scontro in aula e fuori. Gli eletti si incontrano per una sfilza di punti, a cominciare dai debiti fuori bilancio. E ci sono sono subito guai, dalla posizione del funzionario in trasferta da Venafro diventato dirigente alle finanze, alle modalità di voto rispetto alla presentazione degli emendamenti da parte dell’opposizione. Nei banchi della minoranza siedono i democratici Emanuele Di Silvio e Mario Lomuscio, la leghista Arianna Cacioni e la consigliera FdI Giovanna Ammaturo. E’ un fuoco di fila di attacchi, ma proprio sugli aspetti procedurali la maggioranza cinque stelle si impantana, tanto che alle 16 e 30 il presidente Angelo Mortellaro è costretto a sospendere la seduta per favorire la conferenza dei capigruppo. La pausa dura due ore e non ne esce nulla, neanche telefonando a destra e a manca in cerca di luce. Le indicazioni che arrivano non sono dirimenti così i maggiorenti abbandonano l’aula facendo mancare il numero legale mandando a monte la seduta di consiglio agostana. L’esito fa schizzare la polemica politica alle stelle, nelle ore successive l’opposizione mena fendenti contro l’altra parte chiedendo di rinunciare almeno al gettone di presenza, e il blog delle stelle tenta di difendersi, riconvocando intanto la seduta per lunedì 2 settembre.

Lomuscio (Pd): “Incapaci”

“La maggioranza pentastellata ha deciso sconsideratamente di abbandonare la seduta – commenta il consigliere del Pd Mario Lomuscio – infatti, dopo ore di discussione, Barbet ed i suoi consiglieri non hanno voluto assumersi la responsabilità su come svolgere le operazioni di consiglio comunale. Tale condotta, oltre che gravissima ed irresponsabile, denota, ancora una volta, l’incapacità e l’incompetenza della maggioranza. A pagarne le conseguenze sono i cittadini. Si invita quantomeno la stessa maggioranza a rinunciare al gettone di presenza del Consiglio”.

La leghista Cacioni: “Indecoroso, restituiscano il gettone”

“Spero almeno che per l’indecoroso spettacolo in Consiglio Comunale il sindaco Barbet e i consiglieri del Movimento 5 stelle rinuncino al gettone di presenza – tuona la consigliera Arianna Cacioni della Lega – certo non meritano di essere ricompensati con denaro pubblico. La verità è che nei documenti di bilancio dell’amministrazione Barbet i conti non tornano mai, per questo i cinque stelle non hanno trovato un dirigente che si prendesse il rischio e la responsabilità di certificarli. Le stime delle alienazioni non sono credibili, elemento che avevamo sollevato già in occasione del voto del bilancio previsionale di quest’anno. Non solo un problema contabile, tutti i dirigenti sono in fuga da questa amministrazione, chi può se ne va e gli uffici, è sotto gli occhi di tutti, sono nella paralisi più completa. Per aggirare il problema Barbet ha tentato l’escamotage di far arrivare in comando dal Comune di Venafro, con orario part-time, un funzionario contabile promosso per l’occasione a dirigente fiduciario del Sindaco. Alla fine tutte queste forzature gli si sono ritorte contro, un pasticcio di atti insanabile, il dirigente alle finanze Nicolò Roccolino, lunedì mattina era chiaramente senza incarico, visto che nessuno si era preoccupato di prorogare quello che era scaduto venerdì 24 agosto. Vano anche il tentativo grossolano di pubblicare il nuovo decreto sindacale nel corso del Consiglio Comunale, la toppa è stata peggio del buco. Ai consiglieri del Movimento 5 stelle non è rimasto che uscire in blocco, al fine di far mancare il numero legale, per non ammettere la verità hanno preferito scappare, un comportamento vergognoso e indegno nei confronti dei cittadini e del Consiglio Comunale. L’arrogante e incompetente amministrazione 5 stelle deve andare a casa e quello di ieri è un altro passo verso le inevitabili dimissioni di Barbet. La Lega Guidonia continuerà a contestare con forza sia la situazione sconsolante in cui versa la città ed una gestione amministrativa approssimativa e priva di qualsiasi prospettiva di sviluppo economico e sociale”.

I cinque stelle: “Dobbiamo chiarire aspetti procedurali”

“Nessuna crisi o divisione. La maggioranza M5S compatta nel rispetto del regolamento e delle procedure amministrative. Leggiamo di fantasiose quanto inconsistenti ricostruzioni del consiglio comunale di ieri pomeriggio e vogliamo dare una corretta informazione ai cittadini. Dopo ore di consiglio per approvare le modifiche al bilancio – dicono dal blog delle stelle di Guidonia – il Sindaco e maggioranza hanno deciso di rimandare la votazione in attesa di chiarire alcuni aspetti solo ed esclusivamente procedurali che si erano presentati durante la seduta. Aspetti che avrebbero anche impedito ai consiglieri di poter presentare emendamenti come loro diritto”.

Caruso contro il partito delle chiacchiere

Rincara la dose il consigliere di maggioranza Claudio Caruso che si scaglia contro il Pd ribattezzato il “partito delle chiacchiere” e aggiunge: “Questa Maggioranza non ha alcuna spaccatura, gli errori accadono solo a chi lavora. Torneremo in Consiglio per garantire il rispetto dei lavori anche all’opposizione, senza che ci sia alcun dubbio o errore. Ora tornate a dare fake-news e quando avrete tempo o vi andrà, ricordatevi di venire in commissione per fare proposte e sopratutto partecipando non il tempo di un caffè”.