di Virginia Gigliotti

Le vacanze sono ormai arrivate quasi per tutti ma non per i neo maturati che a breve dovranno riaprire i libri, chi sotto l’ombrellone, chi in biblioteca, per prepararsi ai famigerati test d’ingresso alle università. Settembre si avvicina e così anche il cosiddetto quizzone, che ogni anno fa penare gli studenti di tutta Italia. Se infatti la tendenza tra i ragazzi è quella di proseguire gli studi dopo il liceo, sempre più facoltà universitarie sono ricorse all’accesso programmato, da Medicina a Odontoiatria, ma anche Architettura insieme alle principali università italiane private. La competizione si fa sempre più dura e così assistiamo a quella che i ragazzi definiscono la corsa ai titoli. L’estero è sempre più ambito, con Londra e Parigi in cima alla classifica per le facoltà artistiche ma anche per Scienze Politiche, seppur ancora non troppo accessibile.

Gettonatissimo anche il programma Erasmus, diventato ormai un rito di passaggio per quasi tutti gli studenti universitari, che permette di studiare negli atenei di tutta Europa per un massimo di 12 mesi. Anche il nord Italia, Milano nello specifico, diventa meta universitaria per eccellenza sopratutto per chi sogna Ingegneria, Economia e il mondo della moda e del design.

“Oggi, in Italia come all’estero, è diventato sempre più difficile trovare un buon lavoro, anche se si è in possesso di una laurea. Ho notato dai vari incontri di orientamento organizzati a scuola che tutti i miei compagni sono interessati a continuare gli studi. Siamo infatti quasi costretti a laurearci perché il mondo del lavoro è molto competitivo, bisogna continuare a studiare e anche bene. Tra le facoltà più ambite sicuramente c’è Medicina, ma anche Ingegneria, Economia e Giurisprudenza”, spiega Flaminia La Cava, ex studentessa del Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II di Roma, diplomata quest’anno. Niente più terza prova né tesina, cavallo di battaglia di tutti i maturandi, da quest’anno si è data più importanza alla costanza nello studio e un pò anche alla fortuna.  “L’orale ha spiazzato gli studenti – continua Flaminia – Non abbiamo portato la tesina ma abbiamo dovuto scegliere tra tre buste contenenti argomenti diversi, farne una mappa concettuale istantanea e presentarla alla commissione. C’è chi come me l’ha trovato più semplice e chi invece più difficile, ma a tutti ha messo molta ansia perché fino all’ultimo non sapevamo di cosa avremmo dovuto parlare”.