Il gruppo è nutrito e per gestire le intemperanze di tutti e allo stesso tempo mantenere la barra dritta ci vuole un Regolamento a Tivoli che per ora, e vale la pena sottolineare il fattore tempo, manca ancora all’appello. È tempo di mediazione per la cordata di civiche che sostiene il governo Proietti, in carica per la seconda volta consecutiva da una manciata di settimane. Il caldo non ha fermato le riunioni della compagine fuori dall’aula, in attesa dell’arrivo a Palazzo San Bernardino delle linee programmatiche previste per la prossima settimana, che continuano senza sosta un po’ per non perdere l’abitudine consolidata nei cinque anni trascorsi, un po’ perché la sintesi stavolta è meno scontata e semplice. Il Coordinamento si è riunito la scorso settimana, a circa un mese dalla sua costituzione, per approvare il documento che dovrebbe fare indicare regole e linee da seguire. Il semaforo verde però non c’è stato e il motivo sarebbe legato al mancato rispetto delle anime politiche che costituiscono il “mosaico Proietti”. In parole povere la paura di una parte della cordata sembrerebbe legata alla possibilità di vedere progressivamente scomparire le peculiarità delle singole anime in favore dei soli ruoli istituzionali, aspetto che a qualcuno non è sfuggito. Intanto mancano all’appello anche i nomi dei 26 delegati del Sindaco che fino a qualche tempo fa erano pronti sulla sua scrivania. Dove siano finiti resta la domanda principale. Senza risposta.  alc