Gli studenti del liceo classico e artistico dicono no alla settimana corta: niente sabato libero per scelta, è il caso di dire, visto che hanno bocciato in maniera determinante la proposta di alcuni docenti. Un epilogo insolito (ma non troppo) considerando la storia delle scuole tiburtine e la consapevolezza che i ragazzi hanno da sempre dimostrato rispetto al proprio percorso di studi. Classico e artistico sono insieme dal 2012 quando a causa del famoso “dimensionamento” i due licei di Tivoli sono stati accorpati. Una novità che ha generato non poche discussioni ma che è rimasta esclusivamente sul piano formale per sei anni. Le due scuole infatti hanno continuato la propria vita nelle sedi di sempre: il classico Amedeo di Savoia a via Tiburto e l’artistico a via Sant’Agnese. Almeno fino al 2018, quando il classico è andato nella nuova sede finalmente più moderna dotata di tutto, laboratori, palestra, attrezzature multimediali. In quella sede presso il capolinea degli autobus di piazzale Saragat, accanto al Liceo linguistico e scientifico Spallanzani, poco dopo sono arrivate anche le classi dell’artistico.

Una scuola unita che si rinnova e cambia nome: omaggio a Adriano

E i cambiamenti non sono finiti. Li racconta Luca Junior Colangeli, rappresentante degli studenti: “A seguito del trasferimento nella nuova sede, il nome Via Tiburto 44 risultava privo di logica, così l’istituto ha deciso di cambiare il suo nome, e di trovarne un altro, uno nuovo, che potesse unificare bene le caratteristiche dei due licei e che si legasse bene con il territorio tiburtino. Valutando le opinioni dei docenti, degli studenti, delle famiglie, e del personale della scuola, la nuova denominazione scelta è stata quella di Publio Elio Adriano, l’imperatore romano, appassionato di arte e lettere, che scelse Tivoli per la sua residenza, Villa Adriana, ancora oggi uno dei simboli maggiori di Tivoli. L’istituto ha dunque scelto il suo nuovo nome, e per vederlo confermato si attendono solo alcuni lunghi passaggi burocratici”.

A casa il sabato? No grazie

Un altro argomento caldo del quale si è discusso è la settimana corta. Proposta da alcuni docenti dell’artistico, come avviene in molte realtà scolastiche, consiste in sostanza nell’avere il sabato libero e prolungare la presenza in aula dal lunedì al venerdì. La discussione nell’istituto ha riguardato tutte le componenti: hanno avuto modo di esprimersi e presentare la loro opinione i docenti, gli studenti, i genitori, anche attraverso i loro rappresentanti. La proposta ha trovato la quasi totale contrarietà degli studenti e delle loro famiglie: “Gli studenti si sono espressi in maniera netta – dice Colangeli – con un rapporto di 7 a 1 tra contrari e favorevoli, e gli stessi genitori si sono mossi in maniera molto decisa, presenziando alla riunione del Consiglio d’Istituto in cui si è presa la decisione finale, per esprimere la loro contrarietà. Possiamo trovare in questa opposizione molti motivi, ci possono essere sicuramente i timori degli studenti di dover restare 6 o 7 ore in classe, che nel piano di studi del Liceo Classico, che comprende molte ore di latino, greco, filosofia, italiano, possono risultare sfiancanti, con ovvie conseguenze in deficit di attenzione. Diversamente, al Liceo Artistico, con la presenza di molte ore di lavoro nei laboratori, questa fatica mentale potrebbe risultare più alleviata, meno pesante, ma è da tenere in considerazione che già il piano di studi del Liceo Artistico prevede più ore rispetto al Liceo Classico, che andrebbero dunque a trasformarsi in un’intera giornata trascorsa nella scuola. Il che, se il lavoro da svolgere a casa fosse notevolmente ridotto, e si potesse lavorare prioritariamente in classe, potrebbe essere ottimo. Ma molti dubbi possono sorgere in merito. Piani di studi come quello del Liceo Classico possono adattarsi a un ridotto studio a casa, per favorire il lavoro in classe? E sicuramente, tra le centinaia di compagni di scuola dell’istituto che si sono opposti alla settimana corta, non pochi avranno pensato al problema logistico”. Infatti dei 755 studenti iscritti ben 464 di essi risultano essere pendolari. Questo significa che circa i due terzi degli studenti viene da fuori Tivoli, e si trova a dover viaggiare quotidianamente per andare a scuola. 

“Qualcuno potrebbe dire che si è dato un calcio all’innovazione, al cambiamento, al futuro, ma non è detto che sia così. Non sempre un cambiamento rappresenta qualcosa di positivo. Come la crescita economica non significa sempre sviluppo e progresso, ugualmente, ostinarsi a cambiare le cose, in nome di un rifiuto di un passato antico e obsoleto, non significa migliorare il futuro. E questo lo sanno bene gli studenti del Liceo Classico – conclude Colangeli – che proprio sul passato stanno costruendo il loro futuro, e non si dica che non vogliono andare a scuola il sabato”.