Il chiostro di Villa d’Este si prepara per la cerimonia di consegna permanente di un coperchio di sarcofago del tipo a kline, a forma di letto in marmo di Luni, raffigurante l’Arianna dormiente. Il passaggio avverrà lunedì 15 luglio alle 17 e 30 alla presenza direttore dell’Istituto Villa Adriana e Villa d’Este– VillaeAndrea Bruciati.

L’opera, di importantissimo valore storico, artistico e culturale databile II secolo d.C., è stata oggetto di scavo clandestino nei dintorni di Roma e successivamente, uscita illegalmente dal territorio italiano,è stata acquistata sul mercato internazionale per 4,5 milioni di dollari. Con l’operazione Bella Addormentata, portata avanti grazie alla collaborazione investigativa tra i carabinieri del Tcp, Tutela Patrimonio Culturale, e l’Homeland Security Investigation –Immigration and Customs Enforcement, agenzia federale statunitense, è statapoi formalmente restituita all’Italia nel 2015.

“La figura della defunta, semi distesa, con gli occhi chiusi e un’espressione serena –commenta Benedetta Adembri, funzionario archeologo delle Villae – è colta nella quiete della morte, quasi come se dormisse. L’atmosfera sospesa che emana dalla scultura, sottolineata da un molle abbandono che sembra esprimere la sensazione di attesa del risveglio, deriva dall’utilizzo di uno schema compositivo che permette la trasposizione dell’evento reale sul piano mitico: il soggetto è infatti ritratto nella posa di Arianna, personaggio raffigurato anche in alcuni rilievi provenienti da Villa Adriana”. L’adozione di Arianna rappresenta un’azione estremamente importante perché convalida il dialogo silenzioso e complice fra due statue femminili, la cosiddetta Venere dormiente della fontana del chiostro e la stessa Arianna, rispecchiate nella medesima iconografia. 

“Il soggetto – prosegue il direttore Andrea Bruciati –rappresenta un paradigma: la defunta raffigurata come Arianna, abbandonata durante il sonno nell’isola di Nasso da Teseo, cui aveva prestato il proprio aiuto contro il Minotauro, acquisisce uno status in qualche modo divino e la possibilitàdi una nuova vita nei Campi Elisi. L’opera scioglie nel sonno di Arianna gli aspetti più dolorosi della morte, trascinando nella dimensione del mito, con la sua densitàdi significati, l’esperienza umana”.

Virginia Gigliotti