Sono pronte sul tavolo del primo cittadino anche se, a dirla tutta, qualcuno a Tivoli va già in giro con il titolo in mano. Parliamo delle famigerate deleghe del sindaco, che anche in questo secondo mandato non si sono fatte attendere. Per i neofiti della soap politica di Palazzo San Bernardino si tratta degli incarichi che Giuseppe Proietti dà, a candidati e non, pronti a mettersi a servizio della città per una funzione o per l’altra. La scorsa consiliatura il numero preciso di delegati alla fine non era chiaro, voci di corridoio parlavano di 60 e le note ufficiali ad un certo punto, se memoria non inganna, si erano fermate per i motivi più disparati. Stavolta, anno domini 2019, siamo a quota 26, come dichiarato dallo stesso Proietti, e i temi su cui i prescelti spazieranno saranno diversi dalla tornata precedente. Alla più classica delega “parchi e giardini”, che dovrebbe essere affidata in realtà ad un consigliere comunale eletto, Alessandro Baldacci, si unirebbe una meno comune ma non meno interessante alla “street art”, passando per le “attività produttive” e via così. L’elenco comunque c’è, quando arriverà sarà tutto da leggere. alc